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Il pronostico di Alato - speciale playoff -

mens sana siena- Acea Roma

 

 

Dopo tre straordinarie ed epiche battaglie contro una rivale storica per la Virtus Roma come Cantù, dove i capitolini sono riusciti nella titanica impresa di violare l'imbattuto Pianella per due volte consecutive ed evadere la pratica dei quarti di finale dei Playoff già nella terza partita del Pala Tiziano, allorquando è servito un emozionante over time per salutare gli amici brianzoli con un fraterno arrivederci alla prossima stagione, è arrivato il tempo della grande sfida, quella che ha finalmente spinto il presidente, l'ing. Toti a riaprire dopo anni le porte dello storico ed inimitabile Pala EUR (ci piace chiamarlo così, come nell'anno dello scudetto, tanto lontano nel tempo - 31 anni - quanto vicino nel ricordo di chi era su questi spalti a fremere per i grandi eroi del 1983), la casa del basket romano: è semifinale, è - ancora una volta - Roma contro Siena, quella straordinaria rivale di mille battaglie che ha fatto soffrire tutti gli appassionati blu arancio rossi, ma che ha potuto riempire di contenuti leggendari un duello infinito tra campioni - due nomi su tutti, Mc Intyre e Bodiroga - tra grandi coach, tra capitani di gran cuore - Tomas Ress e Alessandro Tonolli - e tra due tifoserie acerrime antagoniste ma anche competenti e sospinte da un travolgente pathos. E' Siena contro Roma, è la sfida tra la grande della pallacanestro italiana dell'ultimo decennio, che sta però vivendo una terribile crisi che rischia di cancellarla per alcuni anni dal cerchio del professionismo nazionale, e l'eterna incompiuta, più volte sulla rampa di lancio per il decollo definitivo ma poi precipitata sull'orlo dell'abisso della decadenza della palla arancio italica. Non è una semplice serie di Playoff, è una disfida storica, forse all'ultimo atto, con implicazioni emotive da mozzare il fiato.

Si inizierà sabato 31 maggio al Pala Estra, dove si replicherà nel giorno della festa della Repubblica, per poi rientrare nella Capitale mercoledì 4 giugno al Pala EUR, dove si giocherà anche gara 4, venerdì 6 (tutti i match programmati alle ore 20,30, diretta TV su Rai Sport 1, ma che nessuno si azzardi a rimanere a casa ed a non invadere il quartiere delle Esposizioni Universali di Roma); poi, i risultati ci diranno se una squadra sarà riuscita ad arrivare a quattro vittorie ed agguantare la finale, dove ritroverà la vincente dell'altra semifinale tra Milano e Sassari, oppure se si dovrà disputare anche gara 5 (domenica 8 giugno a Siena), gara 6 (martedì 10 a Roma) e l’eventuale bellissima di Siena del 12 giugno.

La serie sarà equilibratissima, sul filo del rasoio, nonostante i precedenti ci dicano che Siena ha vinto tutte e tre le partite fin qui disputate quest'anno contro Roma: i Playoff – come testimoniano il 3 -0 di Roma su Cantù e l’incertissimo 3 – 2 di Milano contro Pistoia - rappresentano nel basket una variabile, dal punto di vista emotivo, agonistico e della concentrazione, impazzita che azzera le convinzioni tecniche e tattiche della stagione regolare e dà il via ad un'altra competizione, dove i Giocatori - proprio quelli con la G maiuscola - escono allo scoperto e alzano il loro livello d'intensità e di determinazione agonistica. Ebbene, i due roster a confronto sono stati allestiti con risorse che garantiscono pienamente queste caratteristiche: da un lato, il grande capitano Thomas Ress e gli esterni Marquez Haynes, Erick Green, Matt Janning e Josh Carter; dall'altro Phil Goss, Jimmy Baron, Quinton Hosley, Bobby Jones e Trevor Mbakwe hanno dimostrato nella serie precedente di aver enormemente elevato la quota della loro grinta e concentrazione, dimostrando un volto feroce, aggressivo e determinante per la vittorie delle rispettive squadre. Se sarà possibile, crediamo che questi uomini, ma anche gli altri che compongono le due compagini, accresceranno ancora il livello del loro gioco per esaltare tifosi, appassionati e critici. Vincerà chi saprà convogliare al meglio le energie che verranno trasfuse sui due parquet in sistemi di gioco razionali e funzionali ad accrescere i vizi degli avversari ed esaltare le proprie doti. Tutto rimarrà sul filo dell'equilibrio e molto dipenderà dalle scelte dei due staff tecnici che dovranno tirare fuori dal loro cilindro nuove alchimie tattiche sia sul versante difensivo - dove si vincono le partite - sia sul fronte offensivo - dove si vendono i biglietti -.

Vincerà chi dimostrerà di avere più voglia di emergere rispetto all'avversario, chi saprà sfruttare fino all'ultima goccia di benzina ancora presente nel serbatoio dei propri giocatori, chi manterrà più equilibrato il quintetto in ogni momento delle partite, chi saprà sfruttare i miss match che sicuramente si creeranno, chi disporrà di una panchina maggiormente disponibile al sacrificio, chi verrà aiutata da quel pizzico di fortuna che - si sa - aiuta gli audaci.

Da un punto di vista tecnico e tattico, Siena appare avvantaggiata sul fronte delle guardie, più prestanti fisicamente e scattanti nel loro primo passo rispetto a quelle romane che dovranno avvalersi delle gambe difensive di Lollo D'Ercole e di Riccardo Moraschini e dei loro scivolamenti per limitare gli uno contro uno di Marquez Haynes ed Erick Green; in questo senso, siamo decisamente soddisfatti nell'aver osservato che coach Dalmonte ha finalmente deciso di limitare i minuti in cui lasciare in campo contemporaneamente Josh Mayo e Goss, grandi attaccanti ma in indubbia difficoltà fisica contro gli esterni avversari. Sarà stellare il duello in ala piccola tra Josh Carter e Quinton Hosley, il primo pericoloso attaccante ma il secondo grandissimo difensore che, se mantiene la capacità dimostrata contro Cantù di limitare i suoi improvvisi oblii offensivi ci appare tornato a livelli di rendimento molto elevati ed in grado di uscire vincitore da questo grande scontro. Nel pitturato, invece, preferiamo la strapotenza agonistica dei lunghi romani, guidati da un'illegale Trevor Mbakwe che contro Cantù ha mostrato doti, difensive ed offensive, dominanti e praticamente incontrollabili per i pur bravi Benjamin Ortner ed Othello Hunter. Siamo in fremente attesa di gustare anche l’agone tra Matt Janning e Jimmy Baron, quando usciranno - probabilmente in simultanea - dalla panchina, ma anche quello tra Tomas Ress e Bobby Jones, senza trascurare la sfida tra l'esperienza di Spencer Nelson e la prepotente vigoria giovanile dell'esordiente Halil Kanacevic.

Non è più il momento dei pronostici, ma è arrivata l'ora della sacrosanta celebrazione di due squadre che hanno già compiuto un miracolo sportivo e, dopo la straordinaria finale dello scorso anno, sono pronte a continuare a sognare per raggiungere la Finale 2014 ed avvicinare l’immortalità.

 

Alato

[30-05-2014]

 
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