Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Virtus Roma in semifinale!

Goss e Mbakwe affondano Cantý

Vince ancora l'Acea Roma, 74-70 dopo un tempo supplementare, e approda da imbattuta nelle semifinali dei playoff, dove attende di conoscere il nome del proprio avversario che uscirà dal confronto tra Siena e Reggio Emilia, con quest' ultima avanti 2-1.

Un successo faticoso e sostanzialmente meritato, che ha ricalcato quasi pedissequamente le due gare giocate in settimana al Pianella di Cantù e vinte anch'esse in volata. Stavolta non bastano i quaranta minuti regolamentari dopo che la Virtus dilapida un vantaggio di quattro punti nell'ultimo minuto di gioco, subendo due triple consecutive - la prima costruita di Jenkins, la seconda inventata da Aradori a quattro secondi dalla sirena - che spediscono le squadre all'over time. Nei minuti supplementari si conferma ancora la solidità mentale della formazione di Dalmonte, che pur priva dell'infortunato D'Ercole e di Kanacevic e Hosley fuori per falli, riesce nell'impresa di portare a casa gara e serie aggrappandosi all'immensa classe e freddezza del suo capitano Phil Goss e allo strapotere fisico del dominante Trevor Mbakwe.

Sono loro gli uomini a cui la Virtus ricorre durante tutto l'arco della gara, quando una Cantù tutt'altro che doma prova più volte a mettere il naso avanti con i canestri di un notevole Aradori, di un continuo Ragland e di un inatteso Buva. Così la Virtus si trova spesso e malvolentieri ad inseguire, come in chiusura di primo quarto quando due canestri da lontano di Baron e Mayo ribalatano il meno tre e portano Roma in vantaggio al 10' (14-11). O come pochi minuti dopo, quando la tripla di Ragland permette il massimo vantaggio canturino (16-22 al 14'). Ma i rimbalzi di Mbakwe (saranno 20 alla fine, di cui 9 offensivi) consentono ai padroni di casa di gestire un numero maggiore di possessi utili a compensare le numerose palle perse frutto della difesa arcigna proposta da Sacripanti.

Nè più nè meno di quello che accade dall'altra parte del campo, con il risultato di una partita per lunghi tratti inguardabile dal punto di vista estetico e che tocca il punto più basso durante l'ultimo quarto di gioco, quello che la Virtus comincia sopra di cinque punti (46-41), retaggio della spallata che in chiusura di terza frazione l'aveva portata al massimo vantaggio (46-38 al 28') col gioco da tre punti di Mayo e due liberi di Baron. Roma però smette di segnare per un tempo pressochè infinito e Cantù, faticosamente, si riporta prima a contatto (48-47 al 38' con 1/2 ai liberi di Cusin), poi in vantaggio con gli unici due punti di Leunen (50-51), per poi trovare il pareggio nel modo già descritto, dopo aver subito la tripla del controsorpasso dell'immenso Goss.

Nei supplementari gli attacchi, misteriosamente, si sbloccano e si succedono canestri da una parte e dall'altra sì da rendere completamente imprevedibile il finale thrilling. La maggior precisione dalla lunetta (segnano Mbakwe, Jones e Goss) dei romani è determinante a fronte dei tre errori dei lombardi (1/2 di Ragland e 0/2 di Jenkins) e la Virtus può uscire dal campo tra il tripudio generale, pienamente legittimo per un risultato inatteso nelle dimensioni e che riporta, a distanza di un anno, la squadra romana tra le prime quattro in Italia.

In attesa di conoscere il nome del proprio avversario - qualora fosse Siena eventuale bella in Toscana, al contrario di quanto accadrebbe nell'auspicabile incrocio con Reggio Emilia - la squadra di Dalmonte può far ricaricare le batterie, nella speranza che l'infortunio occorso durante il primo tempo a Lorenzo D'Ercole non sia grave in maniera da pregiudicare il suo fondamentale apporto alla causa blugiallorossa.

Andrea De Paolis

[25-05-2014]

 
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