Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Vince la vera Virtus

Roma espugna Bologna al supplementare

Vittoria più sofferta del necessario per l'Acea Roma, che espugna il campo della Granarolo Bologna 85-89 trovando nuovo slancio nella classifica e rinnovate ambizioni legate all'arrivo del prezioso playmaker Josh Mayo. In un'atmosfera oltremodo ostile, con la Unipol Arena gremita per il ritorno in città dell'idolo del passato Sasha Danilovic, a Roma servono cinque minuti supplemetari per ottenere un successo inevitabile visti i differenti valori in campo, ma che la grinta e la fortuna dei padroni di casa mettono in discussione fino alla sirena definitiva.

L'avvio della Virtus è affidato ai canestri di Phil Goss e Bobby Jones, in assoluto i migliori in campo, che provano fin da subito ad affiancare il divario tecnico, che appare evidente, a quello dei punti sul tabellone, per il primo vantaggio significativo che arriva in apertura di secondo quarto (18-24 all'11'), dopo che nel primo Bologna è rimasta a contatto grazie ai tiri da fuori di Hardy (11 punti).

Le rotazioni di nuovo ampie a disposizione di Dalmonte permettono al coach emiliano di sfruttare la vena offensiva di Szewczyk, l'energia del neoarrivato Josh Mayo e la consueta efficienza di Jimmy Baron, mentre dalla parte opposta entrano in partita i lunghi atipici Ebi e Walsh, che dominano a rimbalzo offensivo (atavica pecca per la Virtus romana) e consentono ai locali di non perdere troppo contatto con Roma, che pure comanda in scioltezza (27-35 al 18'), con un Hosley su buoni livelli e Mbakwe più coinvolto del solito.

Che la serata sia di quelle particolari lo si capisce sul finire del secondo quarto di gioco, quando con meno di quattro secondi sul cronometro Matt Walsh infila il canestro da tre che permette alla Granarolo di andare a riposo sotto di soli sei punti (34-40), a fronte di un dominio virtussino messo in discussione soltanto dalla scarsa presenza a rimbalzo. La stessa situazione, infatti, si ripresenta sulla sirena del terzo periodo, anche se questa volta la prodezza è ancora più difficile, realizzata da Gaddefors dalla linea di centrocampo, col risultato di spostare clamorosamente l'inerzia della gara verso i padroni di casa, dopo che Roma aveva toccato anche i tredici punti di vantaggio (43-56 al 25'), durante un quarto di gioco dominato grazie alla precisione dalla distanza (canestri di Baron, Szewczyk e Mayo) e da una difesa impietosa sul perimetro e nell'intimidazione interna garantita da Mbakwe.

Tornati in partita emotivamente, i padroni di casa gettano sul parquet tutto quello di cui dispongono, ovvero la classe di Walsh, la velocità di Ware e Hardy e la grande dose di fortuna affidata al recidivo Gaddefors (canestro di tabella per il 62-65 del 34') e al pittoresco Ebi (tripla del 65-65 al 35'), mentre la Virtus perde improvvisamente e pericolosamente la strada del canestro, aumentando anzichè lo score solo il numero delle palle perse. Quando a meno di tre minuti dalla fine Phil Goss realizza in contropiede il nuovo più sei (65-71) sembra che i titoli di coda di questo strano film, sicuramente non da Oscar, siano imminenti, ma Bologna non molla ed aggrappata all'insolito asse Hardy-Ebi trova non solo la nuova parità a 71, ma anche il primo - ed unico - vantaggio della serata (73-71). Dalmonte chiama timeout ed al ritorno in campo Jones, bene imbeccato da Mayo, trova la parità che i successivi attacchi reciproci non scalfiscono, rimandando la soluzione all'overtime. Durante il quale la Granarolo non ne ha più, infiacchita dalla panchina assai più corta di quella romana, con la Virtus che trova di nuovo un vantaggio consono e rassicurante, solo limato negli ultimi secondi di gioco dalla giostra dei tiri liberi che tuttavia non modifica l'esito auspicato, per l'85-89 finale.

Vittoria pesante e convincente quella dell'Acea, ottenuta su un campo storicamente proibitivo e di fronte ad una squadra che seppure inferiore per talento e per numero, ha mostrato un agonismo assolutamente degno della cornice da basket di altri tempi nella quale la gara si è svolta. L'inserimento di Josh Mayo, già efficace dopo appena un allenamento coi nuovi compagni, apre scenari di nuovo rosei per la Virtus, che appare adesso finalmente completa nel roster e saldamente nelle mani del suo coach, come dimostra l'atteggiamento di Quinton Hosley, tornato ad avere la faccia giusta, nonostante quelle leggerezze di troppo che sono tuttavia il suo marchio di fabbrica.

Appuntamento casalingo domenica prossima per la Virtus, quando alle 18,15 troverà di fronte l'avversario più che abbordabile della Vanoli Cremona, da affrontare con la concentrazione necessaria a raggiungere la terza vittoria di fila utile a migliorare la già positiva classifica.

Andrea De Paolis

[02-03-2014]

 
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