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Ciclismo, al bielorusso Koshevoy il 68° Gran Premio della Liberazione

Battuti l'australiano Phelan e l'italiano Bettiol

Ilia Koshevoy è il primo vincitore bielorusso nella storia del Granm Premio della Liberazione. Ha vinto liberandosi del compagno di fuga, l'australiano Adam Phelan, con un attacco a due chilometri dall'arrivo. Koshevoy ha 22 anni, corre per la società toscana Big Hunter Seanese e vive a Quarrata(Pistoia). E' in Italia da quattro anni, perchè fu convinto a lasciare la sua terra dalla società marchigina Corridonia. 

"Sono molto contento - le prime parole di Koshevoy - perchè il Liberazione è una corsa importante: chi lo vince poi diventa un bravo professionista, questo è anche il mio obiettivo. Non è stato facile vincere: ho corso al coperto per metà gara, poi sono riuscito a stare nelle prime posizioni. Il direttore sportivo mi aveva detto che era una corsa adatta a me e lo sapevo anch'io: stavo bene. Questa vittoria dà fiducia e morale alla squadra e anche a me: vengo da un Paese dove alle corse partono in 40-50; qui si parte in 150 e per me non è stato facile inserirmi. Mio papà e mia mamma erano entrambi corridori: non potevo non praticare anch'io il ciclismo."

Detto del secondo posto dell'australiano Phelan, terzo è arrivato l'italiano 19enne Alberto Bettiol, della Mastromarco, con un distacco di 30 secondi. Quarto il coetaneo della Gavardo Tecmor Stefano Nardelli. Soddisfatto il presidente della società organizzatrice Andrea Novelli: "Corsa tecicamente valida, pubblico caldo: siamo noi della Primavera Ciclistica a ringraziare tutti i 164 partenti per aver fatto un'opera di propaganda e di sensibilizzazione del ciclismo."

[26-04-2013]

 
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