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Cronaca Giudiziaria
 
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Parentopoli all’Ama: nomi e numeri dell’indagine dei pm

Quattro contestazioni di abuso di ufficio, mezzo milione di euro di provvigioni e più di 1100 assunzioni “irregolari” in soli 3 anni.

L’amministratore di Ama Franco Panzironi e il capo del personale Luciano Cedrone, erano i principali responsabili delle assunzioni di nuovo personale in azienda e, secondo le indagini degli inquirenti, nell’arco di tre anni dal 2008 al 2010, sono state più di mille le assunzioni di amici, parenti e conoscenti di personaggi politici, assunzioni effettuate con “modalità dubbie”, che hanno fatto scattare, dagli uffici della procura di Roma, ben quattro contestazioni per il reato di abuso di ufficio.

I casi - Sono essenzialmente quattro gli episodi nei quali, secondo gli inquirenti, si è manifestato il reato di abuso di ufficio da parte dei due dirigenti dell’azienda municipale romana:

Il primo illecito risale a ottobre 2008, quando, secondo quanto scritto nell’invito a comparire redatto dai magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna, “l’amministratore delegato dell’Ama, Franco Panzironi, in concorso con il capo del personale, Luciano Cedrone, l’ex responsabile dell’ufficio legale Gianfrancesco Regard e l’ex dirigente Ivano Spadoni, attestava falsamente di avere effettuato la verifica di compatibilità economica in data 17 ottobre 2008 di 41 proposte di assunzione, e di aver ricevuto e rilasciato nella medesima data le predette proposte relative alle assunzioni’’, tutte effettuate con chiamata diretta e con un contratto a tempo indeterminato.

Il secondo illecito è del giugno 2009, quando, attraverso l’operato del Consorzio Elis, l’Ama ha assunto più di 500 persone, tra operatori ecologici, autisti di mezzi pesanti e seppellitori.

L’episodio si ripete nel novembre 2009 e nel gennaio 2010 quando, sempre sotto la supervisione del Consorzio Elis che curava la selezione, furono assunti altri 500 tra autisti e operatori ecologici, e un numero imprecisato di operai. In tutti e tre i casi - costati anche l'iscrizione sul registro degli indagati per lo stesso reato del rappresentante legale del Consorzio, Sergio Bruno - Elis non avrebbe avuto i requisiti di legge per poter ricercare, selezionare e preparare il personale Ama. Non solo, ma per la sua consulenza, il Consozio ha ricevuto un compenso complessivo pari a 467mila euro.

Gli indagati - Ad oggi, quindi, risultano iscritti nel registro degli indagati, l’amministratore di Ama Franco Panzironi, il capo del personale Luciano Cedrone, il rappresentante legale del Consorzio Elis Sergio Bruno, e Gian Francesco Regard e a Ivano Spadoni, rispettivamente ex capo della direzione legale e direttore della pianificazione e controllo di Ama. Per tutti, il reato è abuso di ufficio.


Stefano Pesce

 
 

[21-02-2011]

 
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