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Roma e i campi nomadi abusivi

sono pių di 200, 20 milioni spesi dall'amministrazione

Il dolore, la rabbia, il senso di impotenza per la tragedia dei 4 bambini rom, morti di una morte annunciata: la più che precarie condizioni di vita all’interno dei campi abusivi rappresentano una mina sempre pronta ad esplodere. E il giorno dopo l'incendio del campo di via Appia Nuova ed è tempo di bilancio per quel piano nomadi avviato dal Campidoglio, e ancora lontano dall’essere concluso.

Sono più di 200 le aree abusive in cui vivono centinaia di persone: rom, cittadini dell’est e del nord africa: baraccopoli dove non esistono le più elementari condizioni igeniche e di sicurezza. Sono 11 mila le persone che risiedono stabilimente in 34 villaggi autorizzati, o attrezzatio o tollerati. 6 mila, invece, alloggiano in campi irregolari. L’insediamento di Tor Fiscale dove domenica notte sono morti i 4 bambini, ad esempio, già un anno fa era stato schedato e bollato come” insediamento abusivo pericoloso”.

Dall’inizio del piano nomadi, siglato con il ministero dell’Interno, il Campidoglio ha avviato 320 sgomberi – quello più consistente ha riguardato il Casilino 900; ma in molti casi, a uno sgombero è corrisposta la nascita di nuove baraccopoli.

Una gestione difficile che porta il sindaco Alemanno a chiedere poteri speciali (in realtà già concessi dal governo al prefetto Pecoraro) per dare risposta, tra l’altro, alle promesse lanciate nel suo programma elettorale. I censimenti, i documenti di identità – i Dast – la progettazione di nuovi villaggi stabili e due di transito. 30 milioni chiesti al governo. 20 quelli già spesi per le bonifiche, 13 quelli che verranno usati per il Campo La Barbuta.
 
 

[08-02-2011]

 
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