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Manifestazione degli studenti contro il Ddl Gelmini

corteo di periferia, ignorato il centro e la zona rossa

di Flavio Gibiino

Una giornata partita in un clima di forte tensione, ma che contro ogni previsione, si è conclusa senza alcuno scontro o incidente di alcun tipo. Gli ingredienti per un 14 Dicembre “bis” c’erano tutti: prima fra tutti, una zona rossa ulteriormente allargata per circondare l’intero centro, uno schieramento di 2000 unità di polizia per proteggere tutti gli obiettivi considerati “sensibili” (Camera, Senato e sedi di partito) e poi una serie di dichiarazioni (vedi Gasparri) rilasciate nella scorsa settimana, che non hanno fatto altro che innalzare ulteriormente la tensione. E infine la notizia di una finta bomba (priva d’innesco e quindi non destinata ed esplodere) rinvenuta su un vagone della metro B, alla stazione di Rebibbia.

UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA- Così si è presentato il corteo al quale hanno partecipato migliaia tra studenti (medi e universitari) e ricercatori precari. Un corteo che si è svolto con modalità del tutto pacifiche e ha tenuto fede alle dichiarazioni rilasciate dagli studenti nel corso delle ultime assemblee, nelle quali si era deciso di “girare a largo” da quella tanto discussa “zona rossa”, considerata da molti come “un’inutile provocazione”.

LA CITTA’ BLOCCATA- Il percorso (non autorizzato e del tutto spontaneo), ha visto sfilare gli studenti lungo tutti i canali nevralgici del traffico -per chi entra ed esce dalla capitale- creando lunghe code su Tiburtina, Casilina, Prenestina, Tangenziale Est e A24.  Il corteo principale è partito alle 10:30 da Piazzale Aldo Moro, ed ha percorso circa 10 km in giro per la città, per poi tornare nuovamente al punto di partenza, alle 4 del pomeriggio.

LA MORTE DELL’OPERAIO- Alle ore 14:00 -mentre gli studenti stavano percorrendo la Tangenziale Est in direzione dell’autostrada- si è diffusa la notizia della morte di un operaio di 35 annidi nazionalità tunisina, che sarebbe rimasto ucciso dal cedimento di un solaio, nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione in un edificio dell’università “la Sapienza” (nei pressi della facoltà di Scienze Politiche).

Gli studenti della facoltà, hanno portato solidarietà alla vittima, presidiando il luogo dell’incidente per diverse ore e portando dei fiori in omaggio. Verso le 5 del pomeriggio, si sono spostati in gruppo sotto il rettorato, per chiedere dei chiarimenti al rettore Luigi Frati, che ha preferito chiudere gli studenti fuori dall’edificio, rendendosi indisponibile a qualsiasi confronto.

GLI ALTRI CORTEI - Cortei dei ragazzi dei licei anche da piazza Trilussa: circa 500 ragazzi hanno attraversato Trastevere, in un primo momento sembravano diretti al Ministero dell'Istruzione, poi hanno deviato verso il Gianicolo.
 
 

[22-12-2010]

 
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