Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Un altro mondo

di Silvio Muccino. Con Silvio Muccino, Isabella Ragonese

di Flavia D'Angelo

Andrea ha una ricca madre “anaffettiva”, una fidanzata bulimica, un miglior amico dissoluto e un padre che l’ha abbandonato da bambino per fuggire in Kenya. Con una lettera il fatuo ragazzo ricco è richiamato dal padre al suo letto di morte, dove scopre di avere un fratello di otto anni - nato dalla relazione del padre con una donna keniota - di cui occuparsi…

UN ALTRO MONDO – in uscita contro i cine-panettoni natalizi in trecento copie – rinnova la collaborazione tra Silvio Muccino e Carla Vangelista, autrice dell’omonimo libro e co-autrice anche della sceneggiatura del film d’esordio del regista, PARLAMI D’AMORE. Muccino torna quindi dietro e davanti alla macchina da presa nel ruolo di Andrea, affiancato da Isabella Ragonese e da Michael Rainey Jr., nonostante la giovanissima età già attivo nel mondo dello show-business e protagonista in Italia di un video di Tiziano Ferro.

A tre anni di distanza dal suo esordio registico Silvio Muccino firma un film che è, nella sostanza, la replica emotiva di quel PARLAMI D’AMORE che doveva consacrarlo autore. UN ALTRO MONDO è fatto della stessa materia di cui è composto un Bignami della psicanalisi e si alimenta degli stessi luoghi comuni, degli stessi snodi narrativi e della stessa ribellione contro le “figure genitoriali” del primo film. La recidività è sempre un’aggravante, anche se c’è una chiamata in correità. La sceneggiatura di Carla Vangelista si sforza di rendere il realismo e la complessità di relazioni umane degradate ma s’impantana in un’auto-referenzialità piccolo borghese e in dialoghi più confusi che complessi.

Muccino ha indubbiamente delle qualità registiche ma si ostina a tenerle ostaggio di una visione del cinema fatta di scene madri, che ci regalano una messa in scena matrigna. Nell’intensissimo mondo del regista non può esistere una grammatica cinematografica fatta anche di pause e la musica giunge generosamente (troppo) in aiuto lì dove non può osare neppure la voce fuori campo. Entrando nel clima natalizio ci auguriamo sinceramente che Silvio trovi una valida sceneggiatura scritta (magari) da un autore inedito e un nuovo bravo attore protagonista per dedicarsi totalmente alla direzione, un po’ più regista e un po’ meno “autore”.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[20-12-2010]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE