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Storie di romani
 
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Da Roma a HuarÓz, Per¨

la lotta dei cittadini, uniti per difendere l'acqua

di Rosa Catalano

“El pueblo unido jamás será vencido”.  C´é ancora, nelle strade di Huaráz, chi a voce alta intona questo slogan. Universitari, contadini, lavoratrici di ogni tipo ed etá, ma anche tanti bambini, che osservano attoniti la confusione della loro tranquilla e pacifica cittadina.

Huaráz si trova nel distretto di Áncash, fra la Cordillera Blanca e la Cordillera Negra della sierra centrale del Perú. Un luogo che rappresenta il paradiso per gli amanti della natura e dell`avventura. E´una valle circondata da una catena montuosa, considerata  fra le piú importanti ed affascinanti del pianeta. Le cime altissime ed innevate disegnano un paesaggio unico, le cui forme, prospettive e caratteristiche, non sfuggono a nessuno degli abitanti della zona.

I huarazinos, conoscono i nomi e le caretteristiche peculiari di ogni montagna e dei percorsi che conducono alle tante lagune dai meravigliosi colori. Una di queste é la laguna Conococha, situata nel nord est del paese. Le acque di questa laguna sono una fonte di richezza naturale a cui é impossibile rinunciare, mi raccontano un giovane artigiano insieme ai suoi compagni di protesta. La manifestazione comprende tutti, dai campesinos indigeni, che vivono nelle montagne e nelle valli della Cordillera, agli studenti universatari della capitale di questa regione. La laguna Conococha é la culla di tre sorgenti d`acqua: il fiume Pativilca, che percorre la Cordillera centrale e sfocia nell`oceano Pacifico, arrivando fino alle porte della capitale peruviana,  il fiume Santa, che ricorre il Callejón de Huaylash ed il fiume Hortaleza. Queste fonti di massima richezza, servono ad irrigare i campi e a rifornire di acqua potabile l`intera regione. La vera ricchezza, per gli abitanti di Huaráz e di tutta la regione Áncash, non corrisponde ai beni materiali, né ai minerali, come l`oro, per il quale si sta esplorando e sviluppando la miniera, in corrispondenza della laguna Conococha. Se il progetto, in mano ad aziende estere, dovesse  andare avanti, queste acque dai colori inverosimili verrebbero contaminate, cosí come il terreno e la sua coltivazione, nonché l`anima pura degli abitanti di questa regione.

A pochi metri dall´obbiettivo della mia macchina fotografica, una giovane donna piange. I suoi nipotini sono rimasti in casa mentre la polizia lanciava gas lacrimogeni. La casa in cui vivono si trova nei pressi della Hidrandina, azienda regionale per il servizio pubblico dell´elettricitá. Mi dicono che l`azienda appartiene  al Cile, e che spesso la corrente elettrica viene a mancare senza alcun avviso, lasciandoli senza luce anche mentre si lavora. La sorella minore della giovane donna si trova fra gli altri studenti, nel bel mezzo della protesta; ha 19 anni e stamattina non aveva voglia di andare all`universitá. I manifestanti hanno deciso di lanciare pietre ed incendiare tutto quello che non appartiene alla regione. E`da qui che partono pietre e bombe di gas lacrimogeno, vicino alla sede della Hidrandina, mentre nella piazza centrale, Plaza de Armas, i ragazzini collezionano memorie dai vetri rotti del Banco de crédito BCP.

In tutta la cittá, posseggo l`unico mezzo capace di catturare queste immagini. Mi osservano incuriositi, ma senza rabbia. Mi gridano che questa lotta non entra nemmeno nella cronaca gialla della capitale, Lima, dove ieri sera, secondo voci di corridoio, durante il Congreso de la Republica, si sarebbe detto: “Se i cittadini di Áncash non vogliono il progresso, che si ammazzino pure tra di loro, non gli daremo retta”. Questi rumori sono la fonte della disperazione della moltitudine, ed é il silenzio dello Stato a confermarli.

Il padre dell` artigiano, a pochi metri dalla lotta,  chiuso in un basso con poca luce, si sporge dalla sua macchina da cucire, e mi dice: “Con la favola del progresso, ci ammazzeranno. Lo chiamano progresso, ma questa si chiama CONTAMINAZIONE”. Nel suo accogliente regno di colori, crea  meravigliosi mantelli, cappelli e borse di ottima qualitá e gusto, mentre studia i benefici delle piante tentando di curare ogni male in modo naturale.

Per gli abitanti della sierra peruviana, le loro acque non valgono tutto l`oro del mondo. Il vincolo speciale che li unisce alla terra che tanto adorano é un concetto difficile, anche solo da immaginare, fra i grigi centri delle cittá industriali. La civiltá ed il progresso, che tanto preoccupa i “piú civilizzati”, significa per loro contaminazione e distruzione, una idea sordida e assurda. Per estrarre un grammo di oro si utilizzano mille litri di acqua al secondo. Per ogni giorno di sfruttamento delle miniere, si utilizza  acqua sufficiente a dissetare una cittá di 600.000 abitanti. Il cianuro e l`arsenico, impiegati per separare l`oro dalla terra, sono altamente velenosi.

L’ acqua é il vero oro, é la sola ricchezza; il bene comune di ognuno. “É l`alimento fondamentale per la terra, per gli animali e per noi stessi” echeggia in ogni angolo.

Non é la prima volta che le risorse di questa regione vengono sfruttate da compagnie straniere. Lamentano l`arrivo di aziende canadesi, come L`Antamina e la Pierina nel Cerro del Pasco, e temono che la stessa catastrofe arriverá con un nuovo nome e la stessa sorte toccherá anche alla Laguna Conococha. Le acque del fiume Santa provvedono per l’ intera  regione e forniscono elettricitá al Cañon del Pato. Se dovessero contaminare queste acque, si perderebbe la maggiore fonte di guadagno della zona, che sono l`agricoltura ed il pascolo, e sarebbe un`oltraggio alla loro tanto amata Pacha Mama (Madre Terra).

Tutti i cittadini sono uniti nella lotta, nessun negozio é aperto, nemmeno le scuole. Tutti i bambini sono in strada, insieme ai loro genitori e nonni. Sembra quasi una festa popolare, ma  quando il fumo dei  gas lacrimogeni inizia ad irritare gli occhi e le gole stanche, il terrore sconfigge la folla. Fra un pó arriverá la pioggia, come di consueto in questa stagione, ed é ora di correre ai ripari.

Nelle stradine adiacenti, il fumo non sembra essere arrivato. Tre uomini attorno ad un mototaxi alzano il volume alla chicha, música típica peruviana. Nella strada principale, dopo aver lanciato pietre e grida, una dozzina di ragazzini si destreggia attorno ad un pallone, improvvisando una partita di calcio. Si scorge cosí l`anima latina, capace di sorridere anche nelle avversitá ed agli sconosciuti: da una porticina nera, una familia locale mi invita ad entrare  in casa, offrendomi da mangiare e da bere, e fra sorrisi ed abbracci, si scusa per le condizioni poco agiate, alle quali sicuramente, una europea come me, non dovrebbe essere abituata.

[11-12-2010]

 
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