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Vicenda Parentopoli Atac

rischiano il posto tre assessori. Alemanno ''pagherò se saranno accertate mie responsabilità''

Alemanno aveva annunciato ''pagherò se saranno accertate mie responsabilità''", oggi la valanga che ha colpito l'azienda municipalizzata Atac rischia invece di avere un risvolto politico diverso: anzichè le ipotetiche dimissioni del sindaco a cadere potrebbero essere tre assessori.

Primo tra tutti Sergio Marchi, responsabile della Mobilità, il più coinvolto dalle vicende dell’azienda dei trasporti e, propabilmente scelto come capo espriatorio, dove sono entrati anche diverse persone a lui legate (la fidanzata, trasferita da Cotral, la segretaria, la figlia della segretaria più altri parenti del suo staff).

Alemanno, che ufficialmente l’ha sempre difeso, adesso ci starebbe pensando. Il terzo nome in bilico è quello di Marco Corsini, Urbanistica, anche se lui con le assunzioni non c’entra. Corsini, però, pagherebbe la differenza di vedute col sindaco su alcune vicende come l’abbattimento delle torri di Tor Bella Monaca.

Il cambio, se ci sarà, potrebbe avvenire vicino alla fine dell’anno, mentre sui possibili sostituti le ipotesi sono tutte aperte. Alemanno ha in mente un’idea: trattenere, almeno per un periodo, l’interim della Mobilità. C'è anche un terzo nome della squadra di governo capitolino che potrebbe cambiare: Fabio De Lillo, assessore all'Ambiente Ambiente, sfiorato dalla Parentopoli sia per l’Ama (dipende dal suo assessorato) sia per l’assunzione in Atac della cognata (e moglie del fratello Stefano, senatore Pdl) Claudia Cavazzuti.

BRUNETTA SULLO SCANDALO ATAC -  Le aziende municipalizzate, secondo la legge Brunetta, «si devono adeguare ai principi su come vengono fatte le assunzioni nella Pubblica Amministrazione». È quanto stabilito da una norma in vigore da novembre del 2008 ricordata dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Secondo il nuovo regolamento, «entro 60 giorni dalla conversione del decreto - afferma Brunetta - cioè entro novembre 2008, (le aziende municipalizzate) dovevano fare un regolamento con il quale recepivano alcuni principi come l'adeguata pubblicità della ricerca del personale, la garanzia di imparzialità tramite la nomina di una commissione di valutazione, meccanismi di valutazione oggettivi e trasparenti e in caso di grandi numeri, anche meccanismi automatizzati di preselezione come per esempio i quiz». Il ministro conferma che la selezione può essere fatta anche da una società esterna, mentre la stabilizzazione di lavoratori interinali «rischia di aggirare la legge». Ad oggi, «credo siano davvero poche le aziende che lo hanno fatto in tutta Italia - prosegue Brunetta - . Anche perchè non sono previste sanzioni e quindi non c'è stata, come dire, la corsa all'adeguamento»
 
 

[11-12-2010]

 
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