di Francesco PicernoBrit Reid è un fannullone figlio di un potente magnate dell'editoria. Dopo la morte del padre, Reid eredita un grande impero economico e decide, insieme al suo aiutante Kato, di sconfiggere la criminalità. Per farlo assume la misteriosa identità del "Calabrone verde"
Michel Gondry, a distanza di tre anni BE KIND REWIND adatta al cinema un personaggio radiofonico che negli anni 70 è stato anche protagonista di un telefilm - con
Bruce Lee nei panni dell'aiutante cinese -. Prima di passare nelle mani del regista francese, il film doveva essere diretto da
Stephen Chow, che ha abbandonato all'ultimo per divergenze con la produzione.
Ambientazione criminale, scene d'azione e gusto fumettistico, per un film dal cast eccellente – tra gli altri
Christopher Waltz nei panni del cattivissimo Chudnofsky e un'affascinante
Cameron Diaz, biondissima esperta di criminologia - ma di discutibile resa narrativa. Di
Gondry e del suo stile registico purtroppo c’è poca traccia, se non in piccole sequenze, tipo la panoramica nel garage accellerata o gli schermi divisi che raccontano i vari personaggi (solito omaggio ai suoi ben noti videoclip). Se si parla di puro e semplice miscuglio di azione e intrattenimento il regista non riesce a gestire il "giocattolo".
Anche i personaggi - come il rapporto tra i due giovani protagonisti, chiave narrativa interessante - si riducono in banalissimi e grotteschi siparietti che stancano per la loro approssimativa comicità. Qualche sequenza ad effetto e dei graziosi combattimenti ma null'altro, fino ad una conclusione - l'inseguimento finale alla ricerca della chiavetta usb - che diventa lunga ed insostenibile. Un intrattenimento che poteva risultare intelligente per omaggi e riferimenti ma che si riduce ad un film di "criminali supereroi" piuttosto semplice, scontato ed adolescenziale.