di Flavia D'AngeloLa bella Rapunzel è cresciuta in una torre, lontana da qualsiasi sguardo umano che non sia quello della misteriosa Madre Gothel che le ha raccontato quanto sia malvagio e pericoloso il mondo esterno. Madre Gothel è categorica: non vuole che Rapunzel esca dalla torre, dove solamente lei può prendersi cura dei suoi lunghissimi e magici capelli d’oro. Ma un giorno Flynn Rider, il ladro più abile del Regno, riesce a scalare la torre e per la ragazza si aprirà un nuovo mondo di avventure.
Arriva nelle sale italiane il film d’animazione della
Walt Disney, con
Nathan Greno e
Byron Howard alla regia e la produzione esecutiva del celeberrimo
John Lasseter. Presentato in 3D, il film vede al doppiaggio della bionda Rapunzel la biondissima
Laura Chiatti, mentre
Giampaolo Morelli presta la voce allo spaccone ma tenero Flynn Rider. Con questo curriculum alle spalle RAPUNZEL–L’INTRECCIO DELLA TORRE (titolo originale TANGLED) si candida a concorrente nel feroce scontro (pre)natalizio tra film per famiglie.
Il film di
Greno e
Howard riprende molto, moltissimo dalla tradizione
Disney raccontando una favola semplice e avventurosa come tutte le favole. Non mancano i tradizionali momenti musicali, qui però declinati stancamente con arrangiamenti piatti che non rendono giustizia alle coreografie del disegno e alla complessità degli ambienti. Le regole del format “per famiglie” - più che la tradizione - sembrano rallentare il ritmo del film creando una discontinuità tra divertenti sequenze ben scritte e cambi di ritmo piuttosto bruschi, che non danneggiano comunque il risultato complessivo fresco, divertente e dinamico come non si vedeva da tempo.
In ossequio alla regola per cui è il “cattivo” che fa la storia, RAPUNZEL – L’INTRECCIO DELLA TORRE disegna un ottimo “villain” con l’inquietante Madre Gothel, responsabile di qualche pianto in sala come non se ne sentivano dai tempi della strega Ursula di LA SIRENETTA. Equilibrato anche l’uso dei co-protagonisti – il camaleonte Pascal e l’adorabile cavallo Maximus – ai quali è assegnato il giusto spazio nella storia, senza caricarli artificiosamente della funzione d’intermezzo comico a ogni costo. Un discorso a parte merita il 3D, non eccessivamente sbandierato dalla campagna promozionale ma qui a ottimi livelli. L’elemento spettacolare della visione tridimensionale è reso al meglio in ogni scena, si tratti dei vivaci fondali come delle scene d’azione, aggiungendo una nota di merito al dichiaratissimo intento di “intrattenimento per famiglie” del film.