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Poll - The Poll Diaries

Di Chris Kraus. Con Edgar Selge, Paula Beer, Tambet Tuisk

Di Flavia D'Angelo

Estonia, 1914. Dopo la morte della madre la quattordicenne Oda raggiunge il padre Ebbo e la sua nuova famiglia in Estonia, una terra che non conosce e di cui non parla neppure la lingua. La ragazza si trova così improvvisamente a vivere in un’atmosfera profondamente influenzata dagli esperimenti scientifici che il padre conduce nella segheria accanto alla casa.
Quando la sua strada si incrocerà con quella di un anarchico in fuga, Oda dovrà fare delle scelte che cambieranno la sua vita e quella della sua famiglia.

Chris Kraus torna alla regia – dopo l’acclamato QUATTRO MINUTI – con un film ispirato ai diari della sua prozia Oda Schaefer e una delle più grandi produzioni europee dell’anno.
THE POLL DIARIES ha richiesto tre anni di pre-produzione e la collaborazione di ventiquattro canali televisivi internazionali e film founds. Nel cast attori tedeschi ed estoni, e la nuova scoperta di Kraus Paula Beer (Oda). Spicca su tutti Edgar Selge (Ebbo), con un’interpretazione perfetta in equilibrio tra dolcezza e fanatismo.

Secondo Kraus “tutti gli ideali hanno qualcosa di crudele, se portati all’estremo” e THE POLL DIARIES restituisce perfettamente la soffocante sensazione di una crudeltà lieve che pervade ogni cosa, da una natura apparentemente innocente ai rapporti familiari.
La regia di Kraus e la fotografia di Daniela Knapp disegnano un’atmosfera compatta e avvolgente, con movimenti di macchina che raramente vediamo in film europei. L’autore rifiuta di ridurre le (belle) immagini al loro puro valore estetico e riesce a raccontare in ogni inquadratura un pezzo di storia, mantenendo inalterata la tensione per più di due ore.

THE POLL DIARIES è sia un film “nero” sia un film sui sentimenti e gli ideali, come poche opere riescono a essere. Il tema più “melodrammatico” si insinua nella storia senza sfaldarla, merito di una sensibile costruzione dei personaggi.
Perfino la voce off – spesso un mezzo usato per riempire “buchi” di sceneggiatura – assume qui un senso descrittivo incorniciando gli eventi in un quadro più ampio e, se possibile, ancor più nero.



 


Secondo te quanti euro merita??
 

[31-10-2010]

 
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