
Non è bastata la
bocciatura del Tar sui pedaggi dei raccordi autostradali. Il decreto, che introdurrebbe dal prossimo aprile caselli virtuali su 25 tratte, tra cui Gra e Roma-Fiumicino, è atteso oggi alla votazione della Camera.
Dopo il sì del Senato il 22 settembre, il semaforo verde al secondo passaggio significherebbe il sì definitivo ai nuovi pedaggi, ufficialmente contestati da tutte le forze politiche di Roma e del Lazio. Prese di posizione smentite però dalle votazioni in aula. "Ci vuole coerenza tra chi sostiene di essere contro l'introduzione di questo balzello e chi lo vota alla Camera" ha detto ieri il presidente della provincia Nicola Zingaretti.
Il decreto, intanto, è passato già in
commissione trasporti con i voti del Pdl, a parte il finiano Barbareschi, che ha votato invece a favore dell'emendamento presentato dal Pd. Nei fatto, la maggioranza di governo sta sostenendo il progetto dell’Anas di ricavare 300 milioni di euro l’anno dalle nuove tratte a pagamento. Il provvedimento darebbe anche il via libera al cosiddetto
“free flow”, ovvero il
casello virtuale al posto del tradizionale casello con la sbarra.
Una delibera dell’Unione Europea impone, infatti, a partire dal 2012 prevede l’apertura del mercato agli operatori esteri e un unico sistema di pagamento per camion e autobus. Verrebbe quindi meno il monopolio del telepass utilizzato da Autostrade, affiancato anche dai varchi a lettura ottica. Soluzione che potrebbe essere adottata facilmente anche su
Gra e la Roma-Fiumicino, se non si troverà una via di uscita: la “regionalizzazione” delle tratte caldeggiata nei giorni scorsi dalla governatrice Polverini, oppure l'approvazione, già oggi alla camera, di un ordine del giorno per
rivedere i pedaggi, opzione indicata invece dal sindaco Alemanno.