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Il Consiglio dei Ministri approva il primo decreto su Roma Capitale

Alemanno esulta, ma è solo ''la cornice''

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il decreto su "Roma Capitale". Si tratta del primo decreto, quello che prevede la riduzione del numero dei cosiglieri comunali e il cambiamento del nome del consiglio che si chiamerà Assemblea capitolina. Solo una cornice quindi, prima dello scontro vero sulle funzioni da attribuire al nuovo ente territoriale "Roma Capitale", una discussione che vedrà Comune, Regione e Provincia argomentare punto su punto.

La notizia è arrivata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, entrato in Cdm dopo la firma. "Questo è il primo passo. Con il decreto legislativo il Consiglio comunale viene trasformato in Assemblea capitolina - spiega Alemanno -, cambiano gli status dei consiglieri, del sindaco e della giunta, e abbiamo poteri di funzionamento dell'Assemblea capitolina che sono molto più snelli di quelli del Consiglio comunale".

COSA CAMBIA - Il decreto sarà pubblicato sabato sulla Gazzetta ufficiale. Con il provvedimento, come ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno al termine della riunione del Consiglio dei ministri, "nasce l'assemblea capitolina e nascono i nuovi organi di Roma capitale. Sono state confermate modifiche sostanziali come il tetto di 15 municipi, la possibilità per gli assessori di rientrare come consiglieri se decadono dal loro incarico, la procedura d'urgenza per l'attività dell'assemblea capitolina rispetto ad alcuni provvedimenti".
Resta a 48, come aveva inizialmente proposto il Governo, il numero di consiglieri comunali e quindi a 12 il numero di assessori. Dopo questo primo decreto, sullo Status di Roma capitale, ce ne sarà un secondo, sui nuovi poteri che saranno trasferiti alla città. "Poteri che saranno definiti d'accordo con la Regione Lazio e la Provincia di Roma», ha detto Alemanno. Il sindaco ha anche tenuto a ringraziare «l'opposizione e il Pd che ha appoggiato questo processo». E a chi gli chiede se non sarebbe stato meglio definire prima i nuovi poteri e poi lo Status, il sindaco risponde: «senza questa trasformazione, i nuovi poteri avrebbero poggiato su uno status troppo debole".

COSA CAMBIA - Il decreto sarà pubblicato sabato sulla Gazzetta ufficiale. Con il provvedimento nasce l'assemblea capitolina e nascono i nuovi organi di Roma capitale. Sono state confermate modifiche sostanziali come il tetto di 15 municipi, la possibilità per gli assessori di rientrare come consiglieri se decadono dal loro incarico, la procedura d'urgenza per l'attività dell'assemblea capitolina rispetto ad alcuni provvedimenti. Resta a 48, come aveva inizialmente proposto il Governo, il numero di consiglieri comunali e quindi a 12 il numero di assessori. Dopo questo primo decreto, sullo Status di Roma capitale, ce ne sarà un secondo, quello più importante, sui nuovi poteri che saranno trasferiti alla città.

PRIMA VOLTA - E quasi tutto pronto per lunedì, quando inizieranno i festeggiamenti per i 140 anni di Roma Capitale. Appuntamento alle 10 a Porta Pia che sarà il culmine di una storica tre giorni per la città di Roma: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, accompagnati dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, celebreranno insieme i 140 anni della Breccia di Porta Pia attraverso cui i bersaglieri entrarono in città, per segnarne il destino di capitale.

 
 

[17-09-2010]

 
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