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Qualcosa di speciale

di Brandon Camp. Con Jennifer Aniston, Aaron Eckhart

di Flavia D'Angelo

Burke Ryan è un terapista che – dopo l’improvvisa scomparsa della moglie - si è specializzato nell’elaborazione del lutto. Gira gli Stati Uniti tenendo seminari basati sul metodo “A-Ok!”, da lui ideato e commercializzato. Il business funziona: Burke sta per concludere un vantaggioso accordo con una multinazionale del marketing quando il suo tour fa tappa a Seattle. Per anni Burke ha evitato la città dove ha vissuto con sua moglie ma forse proprio in questo luogo potrà affrontare il passato e trovare un nuovo amore …

QUALCOSA DI SPECIALE (LOVE HAPPENS il titolo originale) punta tutto sulla coppia Aaron Eckhart Jennifer Aniston, cucendo addosso ai due una variazione dei ruoli che li hanno resi famosi. La Aniston rispolvera il suo personaggio di “fidanzatina d’America” (TI ODIO, TI LASCIO, TI… e VIZI DI FAMIGLIA) ma con meno leziosità e maggior spessore. Ricordiamo Eckhart per alcuni ruoli romantici (POSSESSION – UNA STORIA ROMANTICA) ma soprattutto per l’incredibile prova di THANK YOU FOR SMOKING. Affidando la regia a uno sceneggiatore -autore di varie sceneggiature per le majors hollywoodiane- ci si poteva aspettare sicuramente di più da questa operazione di rilettura dei personaggi.

La regia di Brandon Camp è straordinariamente anonima - come è tradizione del genere - ma ciò che delude maggiormente è lo spreco di un’idea “nera” quale la speculazione ipocrita sul dolore altrui, resa business dal dottor Burke. QUALCOSA DI SPECIALE sembra inizialmente contenere una lontana eco dell’affascinante cinismo dei film di Jason Reitman (il già citato THANK YOU FOR SMOKING ma anche il più recente UP IN THE AIR) ma l’operazione vira immediatamente su un sentiero di banalità e redenzione.

Camp e Thompson (co-autore dello sceneggiatura) sembrano animati da un sacro “all american spirit” che mira essenzialmente a ribadire i miti del cinema romantico americano: l’ipocrisia nasce dalla sofferenza, il cinismo dalla solitudine e una persona speciale può cambiare il corso della tua vita. QUALCOSA DI SPECIALE non può prendersi neppure il merito di inaugurare un filone di “buonismo eversivo”: lo spettatore è condotto – attraverso una serie di “scene madri” - fino a uno dei finali più prevedibili degli ultimi dieci anni. In definitiva niente di speciale, solo un’innocua commedia americana destinata al mercato estivo.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[25-08-2010]

 
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