Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Bright Star

di Jane Campion. Con Abbie Cornish, Ben Whishaw

di Rosario Sparti

Londra, 1818: tra il 23enne poeta John Keats e la sua vicina di casa, la studentessa di moda Fanny Brawne, nasce una relazione segreta. Si tratta di una strana coppia, visto che inizialmente lui la riteneva una superficiale e lei rimaneva indifferente non solo alla sua poesia ma alla letteratura in generale. Ma quando Fanny scopre che John accudisce il fratello malato e si offre di aiutarlo, Keats ne rimane colpito. E quando lei gli chiede di insegnargli qualcosa sulla poesia lui accetta, e le loro lezioni finiranno col farli innamorare appassionatamente. La loro romantica ossessione si farà sempre più profonda e intensa con l'aumentare dei problemi che devono affrontare.

A sei anni di distanza dal suo ultimo lungometraggio, la regista neozelandese Jane Campion, adattando un romanzo biografico sul poeta John Keats, ritorna con quest’opera presentata a Cannes 2009 e che solo ora, colpevolmente, esce nelle nostre sale. Un ritardo ancor più grave se si tiene conto che probabilmente si ha davanti l’opera più compiuta della regista dai tempi di RITRATTO DI SIGNORA, se non del premio oscar LEZIONI DI PIANO.

Una biografia su uno dei più grandi poeti inglesi, un magnetico Keats interpretato da Ben Whishaw, filtrata dal punto di vista di Fanny Brawne, interpretata da una intensa e straordinaria Abbie Cornish. Ennesimo personaggio femminile caparbio, perso nei sentimenti ma consapevole della sua condizione, che fuoriesce dal cinema della Campion, dove la tenacia nel credere alle proprie passioni viene portata alle estreme conseguenze, come testimonia la sofferente scena del pianto ininterrotto. Lieve, dolce, spietata storia di un amore che nasce tra i contrasti e si sviluppa di pari passo all’intensità della poesia di Keats.

Con un occhio alla modernità, l’accurata messa in scena della regista ci regala uno dei film che, seppur non intessuto di melodramma, meglio rispecchia il termine “romantico”. La forza creativa che nasce dall’amore, strappato dalla pagina e che si fa vita reale per poi ritornare, dopo l’inabissamento nei sentimenti, sporco e grondante di reale emozione in poesia, fa da contraltare al lento processo di dissoluzione fisica che porterà il poeta alla morte. Molte le sequenze memorabili ma senz’altro va citata quello dello scambio epistolare tra i due giovani, l’uno in giro per il mondo a scrivere mentre l’altra stesa su d’un prato a leggere, splendidamente fotografata e che, con visionaria levità, è uno dei momenti di grazia del cinema della regista.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[09-06-2010]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE