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Manifestanti all'ambasciata israeliana

proteste per l'assalto alla Freedom Floot, tra gli arrestati c'č anche un romano

In seguito all'attacco da parte delle forze militari israeliane alla "Freedom flotilla", convoglio umanitario formato da sei navi partito da Cipro per portare medicinali e generi di prima necessità a Gaza, alcune comunità filo palestinesi, associazioni pacifiste e Ong si sono dati appuntamento davanti all'ambasciata israeliana, in via Aldovrandi.

I manifestanti hanno chiesto l'immediato rilascio degli attivisti ancora trattenuti in carcere. Sulle navi assaltate dalle truppe israeliane c'era anche un romano, Manolo Luppichini, freelance e regista di 47 anni anche lui agli arresti.

Al momento, il bilancio è di nove morti e quarantacinque feriti, ma si pensa che le vittime possano essere almeno 19. Tra gli oltre 480 attivisti arrestati, anche sei italiani ancora in stato di detenzione dopo aver rifiutato il rilascio subordinato all' immediato rimpatrio con foglio di via.
Nel corso del presidio i manifestanti, che si sono portati fin sotto l' ingresso dell' ambasciata, a stretto contatto con le forze dell' ordine, hanno acceso fumogeni e intonato slogan contro Israele, chiedendo la liberazione degli attivisti ancora in carcere. In seguito si sono spostati su via Aldovrandi bloccando il traffico cittadino.

Tra gli striscioni esposti "Israele assassino" e "Boicotta Israele", accompagnati a disegni che accostano la stella di David alla svastica nazista. Manifestazioni analoghe si sono svolte a Milano, Firenze, L' Aquila, Genova, Venezia, Napoli, Bologna e Torino dove sono stati organizzati sit in davanti alle prefetture e nelle piazze principali.

 
 

[01-06-2010]

 
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