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Militia minaccia Alemanno

l'organizzazione accusata di apologia del fascismo

Le perquisizioni sono scattate all’alba. I militari del Ros, dietro disposizione della procura di Roma, hanno passato al setaccio locali e perquisito diverse persone, tutte appartenenti al mondo dell’estremismo di destra romano, in particolare tre sarebbero esponenti dell’organizzazione Militia, una di Ordine Nuovo.

L’accusa per tutti è quella di apologia di fascismo, diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico e violazione della legge Mancino. Il sospetto è che il gruppo stesse proggettando azioni violente contro il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici e contro il sindaco Gianni Alemanno.

LE MINACCE - E dopo il blitz contro Militia, che ha portato alla denuncia di Maurizio Boccacci, Stefano Schiavulli, Massimiliano De Simone e Giuseppe Pieristè, i militanti del movimento hanno convocato una conferenza stampa nella palestra Primo Carnera, lanciando minacce contro il sindaco di Roma: "Alemanno non faccia il nostro giudice infamandoci e stia attento: sappiamo cose di lui che se fossero rese note, resterebbe sindaco un'altra mezz'ora". Lo ha detto Stefano Schiavulli, precisando poi di parlare "a nome di Maurizio Boccacci, colui che mi ha chiamato chiedendomi di dirvi queste cose".Intanto il pool antiterrorismo di Roma avrebbe accertato anche contatti di Militia con la tifoseria più estremista della Lazio.

Tra gli episodi contestati quella di aver annerito le cosiddette pietre di inciampo poste in piazza Rosolino Pilo in memoria delle vittime del nazismo. Durante il blitz, che ha interessato anche la palestra popolare primo Carnera in via Tofano a Vigne Nuove e la discoteca Kinki in via Lorenzini a Talenti, sono stati rinvenuti bastoni, mazze da baseball e machete ma anche una divisa dell’esercito israeliano e documentazione ideologica di estrema destra.

Trovati inoltre manifesti, strumenti per scritte murarie e striscioni a firma Militia. Alla fine di gennaio su diversi muri cittadini erano comparsi messaggi, presumibilmente da parte della stessa Militia, che inneggiavano contro Israele e contro il Giorno della memoria. L’operazione del Ros arriva a pochi mesi di distanza da quella delle Digos nell’ambito di un’indagine scaturita dopo la comparsa di scritte antisemite. In quel caso vennero sequestrati materiale informatico, fotografico e telefoni cellulari.

COMUNITA' EBRAICA - "Nulla mi sorprende. A nome della comunità ebraica e a nome mio personale voglio fare un plauso ai Ros per il coraggioso e determinato blitz che è stato effettuato. È evidente che a questo punto la palla passa alla magistratura". Così il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici commenta il blitz dei Ros nella sede di Militia. "Attendiamo fiduciosi che i capi di accusa mossi e le prove presentate si trasformino in condanne certe e senza alcuna attenuante - aggiunge - È un servizio questo che più che alla comunità ebraica viene fatto al Paese verso organizzazioni e singoli, in alcuni casi già noti alle cronache, che con le loro gesta e azioni sono una minaccia concreta per la democrazia nel nostro paese"

 
 

[21-05-2010]

 
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