
di Flavia D'Angelo
Alessandro ha sette anni e vive con la madre nella casa sul lago appartenuta al padre, morto molti anni prima. Un giorno all’improvviso torna lo zio intenzionato a vendere la parte della casa da lui ereditata. Senza sapersi spiegare esattamente perché, Alessandro scopre di provare per lo zio un odio tanto forte da spingerlo a un gesto estremo.
Il film di Felice Farina è un noir italiano ottimamente riuscito, nonostante la travagliata storia produttiva. Il merito principale del film risiede nella rinuncia all’uso di stratagemmi narrativi d’effetto per creare una tensione artificiosa. Al contrario, ogni elemento dell’opera è perfettamente integrato con la narrazione. I diversi piani spazio-temporali in cui è raccontata la vicenda si alternano con fluidità senza mai smarrire ritmo e intensità.
Priva di malizia anche la scelta di un protagonista-bambino: le difficoltà di Alessandro sono legate solo casualmente all’età e molto più all’universale fatica di guardare in faccia la verità e prendere delle decisioni. Film girato dal punto di vista del bambino, e non film su un bambino, si avvale anche di un montaggio e di una presa del suono che immergono lo spettatore nelle atmosfere cupe del noir. La regia di Felice Farina regala inquadrature perfette dal punto di vista della narrazione e della tensione, nonostante alcune cadute nel didascalico che non intaccano comunque la riuscita generale.
La voce off di Alessandro è forse un elemento narrativo superfluo quando si riesce a raccontare già tanto con una singola inquadratura. Fortunata anche la scelta degli attori, con un Claudio Amendola dagli occhi fin troppo buoni e una Paola Cortellesi bella e intensa. Un cast di attori italiani per un genere che difficilmente conta buone prove nel nostro paese, ma che dimostra come sia possibile girare un noir anche in Italia quando si ha un’idea forte e la consapevolezza dei propri mezzi artistici.

[06-05-2010]
Flavia[24-05-2010 16:56:40]
Purtroppo il film non è più nelle sale, almeno a Roma. E' un peccato, perchè le opere di questo tipo si affermano sopratutto con il passaparola: è importante quindi che restino in programmazione almeno un paio di settimane. Ovviamente ciò è un rischio per i distributori e gli esercenti che devono basare le loro decisioni sopratutto sugli incassi del primo week end di programmazione... Comunque, un film da vedere!
roscio[21-05-2010 19:23:47]
complimenti per l'accattivante recensione, ma rimango col dubbio: qual è il senso del titolo? mi guardero' il film per saperlo!
Ale[11-05-2010 18:57:41]
Non ne avevo sentito parlare per niente di questo film e invece ha come protagonisti sia Amendola che la Cortellesi in ruoli, mi sembra di capire, per loro un pò insoliti..sono curiosa di vederlo!