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Criminalità nel Lazio

l'allarme della procura antimafia

Un’industria che avanza, un’organizzazione sempre meno individualista e più aperta all’alleanza con altri gruppi criminali. La mafia a Roma e nel Lazio fa paura. La denuncia è del sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia Luigi De Ficchy che proprio qualche giorno fa ha presentato in parlamento un dossier sul fenomeno nel Lazio:

“la situazione allarmante ma non è un allarme, la mafia a Roma e nel Lazio e’ consolidata da tanti anni. - Dice De Ficchy - A Roma le cosche continuano a stringere alleanze con altre organizzazioni criminali, settori della pubblica amministrazione e soggetti delle forze dell’ordine”

Il quadro dipinto dalla direzione nazionale antimafia è allarmante: assieme alle famiglie dei Casamonica e dei Nicoletti, i clan hanno «eletto Roma la sede delle funzioni diplomatiche e di raccordo» che riguardano usura, droga, riciclaggio e appalti.

Il litorale continua ad essere nel mirino della mafia. A Ostia scorrono fiumi di soldi sporchi che poi vengono investiti in attività pulite: immobili, alberghi, supermercati, stabilimenti balneari. Proprio ieri il prefetto di Roma Achille Serra ha presieduto una riunione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza e ha definito le zone tra Anzio e Nettuno come quelle più a rischio infiltrazioni, cionostante il prefetto si è detto ottimista soprattutto alla luce delle forti reazioni riscontrate da cittadini e istituzioni.

“Si e’ intervenuti troppo tardi, l’attivita’ di pervenzione – continua De Ficchy – doveva essere svolta prima quando si era ancora in tempo e la mafia non aveva ancora affondato le radici nella regione”
 
 

[20-02-2007]

 
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