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6 Nazioni, Italia sconfitta dalla Francia

a Parigi 46 a 20

Francia che corre spedita verso il Grande Slam e Italia che si scopre ancora lontanissima dai vertici del rugby. A Parigi, i galletti sconfiggono gli azzurri 46-20: sei mete a due per i padroni di casa, che annichiliscono i ragazzi di Mallett in poco più di venti minuti e dominano tutte le situazioni di gioco. Francia bella, organizzata, vivace, attenta in difesa, capace di affondare colpi durissimi risalendo più volte il campo alla mano, e Italia che non riesce mai a contenere gli attacchi degli avversari.

I padroni di casa partono subito forte, per far capire agli azzurri che tipo di pomeriggio li aspetta. Un minuto dopo il fischio d’inizio, i galletti sono già nei ventidue dell’Italia: provano a sfondare, non ci riescono e con Trinh-Duc provano a smuovere il punteggio con un drop. Ma è questione di poco, per aggiornare il tabellino. Al 5°, infatti, sull’Italia comincia a grandinare. Parra riparte da una ruck, sfonda la linea azzurra e serve Harinordoquy in sostegno, che schiaccia in mezzo ai pali. È la prima delle sei mete che i transalpini segneranno. Giusto il tempo per Parra di mettere tra i pali una punizione e arriva la seconda, mentre Garcia è fuori per un giallo: l’apertura Trinh-Duc con un salto d’uomo serve Marty. Parra trasforma e dopo un quarto d’ora un’Italia stordita è già sotto di 17 punti. Ma la tempesta non è finita. Di nuovo l’ala Marty conclude in meta l’azione che la Francia fa partire dai propri ventidue: francesi veloci, sostegni ovunque, e gli azzurri non riescono a fermare le ondate avversarie. Mallett capisce che qualcosa non va e prova a cambiare subito: alla mezz’ora Canavosio entra al posto di Tebaldi, ma c’è poco da fare. Una buona touche per l’Italia a cinque metri dalla linea di meta francese è catturata a due mani da Harinordoquy: e non c’è immagine che renda più di questa per capire il pomeriggio dell’Italia. Il primo tempo si chiude sul 22-3, con gli unici punti azzurri firmati da una punizione di Mirco Bergamasco al 35°.

Pronti via, e la Francia allunga ancora con una punizione di Parra. Mirco fa lo stesso sfruttando un fuorigioco fischiato a Marty e dà l’illusione che l’Italia possa evitare una sconfitta clamorosa. Segnali di ripresa ci sono quando Gower, Zanni e Canavosio combinano bene fra di loro e provano ad affondare, inutilmente. Ma la Francia è padrona del campo, può dilagare e lo fa con una semplicità disarmante: ruck, palla a Trinh-Duc che apre di nuovo con un salto d’uomo, ovale tra le mani di Andreau e meta. Il tempo di rimettersi a centrocampo e ancora Andreau buca la difesa azzurra e trova vicino a lui Jauzion: il centro salta per evitare il placcaggio disperato di Del Fava e poi deve solo allungare il braccio per schiacciare in meta. Parra trasforma e il punteggio si fa pesante 39-6. Ma non è ancora finita. I transalpini sono incontenibili: Parra manca una punizione, e poi Chabal sbaglia un facile passaggio che avrebbe mandato Andreau in meta. Questione di minuti, e la meta la trova il subentrato Lapandry. Parra stavolta non sbaglia e la Francia avvicina i cinquanta punti: 46-9.

Le forze fresche che Mallett manda in campo scuotono gli azzurri, che riescono a chiudere una partita da incubo con due mete insperate. La prima la firma Del Fava, servito da un buon Derbyshire che finta il passaggio e serve il suo compagno. La seconda meta è un’azione personale di Canavosio, che parte dalla base di una mischia e con una serpentina buca la difesa francese. I Galletti ci provano a riportarsi davanti e a marcare ancora: per tre volte scelgono di calciare in touche le punizioni concesse loro, ma non trovano la meta. Poco male: la Francia vince la partita, avvicina il Grande Slam e fa capire che in Europa, oggi, non c’è nessuno al suo livello. 

Antonio Scafati
 
 

[15-03-2010]

 
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