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6 Nazioni, l'Italia fa tremare gli inglesi

di Antonio Scafati

Nella seconda giornata del 6 Nazioni, al Flaminio una bellissima Italia viene sconfitta 12-17 dai vicecampioni del mondo dell’Inghilterra. Azzurri sempre in partita, solidi in difesa e aggressivi, e inglesi che tremano ma la spuntano grazie a una meta di Tait a inizio ripresa.

L’avvio fa temere per un altro pomeriggio di sofferenza: gli inglesi partono forte e Tebaldi deve salvare subito su Easter. Ma è una partita molto equilibrata. L’Italia non aspetta e attacca, prova a giocare il pallone con una convinzione e un’intensità totalmente diversa da quella messa in campo una settimana fa contro l’Irlanda. Una punizione di Wilkinson porta in vantaggio gli inglesi al 10° minuto, ma Mirco Bergamasco risponde subito allo stesso modo. L’Italia è compatta in difesa, finalmente precisa in touche, solida nei punti d’incontro: gli ospiti sbattono continuamente contro il muro azzurro, un grande Garcia salva la meta sull’out al quarto d’ora. L’Inghilterra potrebbero allungare con un paio di punizioni, ma Wilkinson non è in giornata: ne sbaglia due di fila.

La seconda metà del primo tempo è tutta degli azzurri, che non rischiano più nulla e costringono gli avversari nella loro metà campo. Anche Mirco Bergamasco sbaglia una punizione, ma quasi non ce se ne accorge: l’Italia attacca continuamente, facendo scorrere la palla ma senza trovare lo spiraglio decisivo. Al 35° Mirco Bergamasco con una punizione porta l’Italia in vantaggio, e si potrebbe andare negli spogliatoi sopra nel punteggio ma proprio al 40° Wilkinson pareggia i conti e la prima frazione si chiude sul 6-6.

Il secondo tempo sembra ricalcare il primo, l’Italia potrebbe riportarsi davanti con una punizione, ma Mirco Bergamasco la fallisce. Una manciata di minuti dopo, l’Inghilterra trova però una fessura sull’out: scambio tra Monye e Armitage, palla a Tait e Tebaldi non ce la fa a fermarlo. Gli azzurri non accusano il colpo, anzi: occorrono due inglesi per fermare Masi e un break di Gower fa sussultare il Flaminio. In difesa Garcia e Canale sono impenetrabili e l’Inghilterra non riesce mai ad avanzare. I cambi di Mallett mantengono fresche le energie senza intaccare gli automatismi. È una grande Italia. L’Inghilterra non riesce a imporsi neanche nei dieci minuti di superiorità numerica, quando Castrogiovanni viene ammonito e lascia in quattordici i suoi. Sono invece gli azzurri a insistere, prima con un break di Canale, poi trovando tre punti con la punizione di Mirco Bergamasco che riporta l’Italia vicina, sul 9-14. Ci prova McLean, ci riprova Masi: è un’Italia convinta, che vuole la partita. Al 31° il placcaggio alto di Moody su McLean meriterebbe un cartellino giallo, ma il francese Berdos si limita a fischiare solo la punizione: il Flaminio esplode di rabbia. Prima Castrogiovanni e poi ancora Masi attaccano la linea inglese, ma non arriva quella meta che sarebbe meritatissima. Altri tre punti sono presi con la punizione che Mirco Bergamasco calcia tra i pali, e il punteggio di 12-14 fa sperare il pubblico di casa. L’Inghilterra però è pratica ed esperta, capisce che sta correndo il rischio di non vincere la partita e si costruisce un drop che Wilkinson al 35° non può sbagliare: inglesi avanti 12-17. Non succede molto altro: gli azzurri ci provano, mai domi, però il risultato non cambia più.

 
 

[14-02-2010]

 
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