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Chiusura dell'anno giudiziario

i dati sulla criminalità, romeni i più ''aggressivi'' sul territorio

"La criminalità straniera più attiva sul territorio del Lazio è quella romena". Lo afferma Giorgio Santacroce, presidente della corte d'appello di Roma. Santacroce in particolare afferma che i romeni "gestiscono con modalità di comportamento molto aggressive lo sfruttamento della prostituzione di connazionali, spesso minorenni, essendosi sostituiti agli albanesi nel monopolio di questo traffico illecito". I romeni, aggiunge, sono ormai specializzati "nella clonazione di carte di credito e di tessere bancomat, con il concorso di ingegneri informatici rimasti in Romania" e nel "contrabbando di tabacchi lavorati esteri". Non vanno dimenticati, poi, episodi "di inaudita efferatezza di violenza sessuale di gruppo compiuti da rumeni. I più odiosi sono avvenuti a Guidonia e a Roma, al Parco della Caffarella".

DATI SUI REATI - Aumentano "i tentativi di rapina e di estorsione, da collegare al fenomeno del 'bullismo'". "vanno riferiti anche molti episodi di lesioni personali (573 rispetto ai 281 del periodo precedente, +103,91%), di violenza privata, di minaccia e di rissa (65 contro 37, +75,68%)".

In tema di giustizia minorile poi Santacroce evidenzia come questa "riesce ad assicurare ancora un'adeguata risposta". I dati statistici rilevano comunque "un lieve incremento delle iscrizioni dei procedimenti penali contro noti (+26%) mentre per i procedimenti contro ignoti si registra una diminuzione (-42,17%).

Sono aumentati gli indagati minori italiani mentre sono diminuiti quelli stranieri, a conferma di una forte inversione di tendenza in atto negli ultimi anni, che ha fatto registrare un fortissimo calo degli ingressi di minori non italiani nel centro di prima accoglienza di Roma: all'allontanamento di numerosi nuclei familiari rumeni si è contrapposto nel 2009 un aumento dei minori asiatici (+181,08%) nordafricani (+72,92%) e sudamericani (+57%)".  In tema di reati commessi prevalgono quelli contro il patrimonio (39,91% del totale), stabile invece il dato sugli omicidi.

PROTESTA DEI MAGISTRATI IN 50 LASCIANO L'AULA- "Il nostro è un gesto che vuole esprimere in modo composto il forte disagio della magistratura - ha affermato il presidente dell'Anm Luca Palamara - per le mancate riforme del sistema giustizia. Il nostro è un gesto simbolico e abbiamo voluto indossare la toga e portare con noi la Costituzione perché abbiamo orgoglio per questa professione e un forte rispetto per lo Stato". Per il responsabile della sezione distrettuale di Roma e Lazio dell'associazione magistrati, Marco Mancinetti "le ragioni del dissenso sono legate al grandissimo disagio degli uffici giudiziari dove la carenza di organico è giunta a livelli allarmanti. C'è anche una carenza di personale amministrativo. E questo avviene non solo drammaticamente da anni nei tribunali del Meridione d'Italia ma anche negli uffici giudiziari del Lazio. Teniamo presente che negli ultimi anni nel Sud del Lazio si segnala una inquietante infiltrazione della criminalità organizzata".  

 
 

[30-01-2010]

 
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