Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Giallo sulla morte di Brenda

la risposta nei cellulari e nel computer

Non accenna a dissolversi la nebbia sulla morte del transessuale Brenda, morto asfissiato dal fumo scaturito dall’incendio scoppiato nel suo miniappartamento in via due ponti. Gli inquirenti, che indagano per omicidio volontario, non tralasciano alcun dettaglio. In particolare la loro attenzione è concentrata sul computer ritrovato nel lavandino della sua casa. Molte le domande che non hanno ancora una risposta.

Chi lo ha sistemato lì? E perché? L’acqua infatti non è in grado di distruggere i dati contenuti nella memoria e infatti nelle prossime ore gli esperti saranno al lavoro per analizzarli. Non solo nelle ultime ore si sta facendo strada l’idea che il pc non fosse di proprietà di brenda. Se questa ipotesi dovesse essere confermata si farebbe sempre di più strada l’idea che si sia trattato di un avvertimento da parte di qualcuno o addirittura di un omicidio mascherato come al momento suppone la procura. Restano però tanti i punti da chiarire.

Al momento della morte Brenda aveva un telefonino nuovo, al cui interno sono registrare poche e brevi telefonate. Un altro cellulare ci cui la stessa trans aveva fornito il numero durante l’interrogatorio in questura le è stato rubato qualche giorno prima della morte e manca all’appello lo smart phone, il computer palmare, che potrebbe contenere immagini e video compromettenti. E proprio sui tabulati si lavorerà nei prossimi giorni.

Gli inquirenti vogliono chiarire, tra le altre cose, che tipo di rapporto legasse brenda a ginaguarino cafasso, lo spacciatore di 37 anni trovato senza vita a settembre in albergo sulla Salaria. Una morte apparentemente provocata da un infarto. Una morte che, alla luce dei fatti recenti, convince sempre meno gli investigatori

 
 

[23-11-2009]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE