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Candidati alla presidenza della Regione Lazio

inizia il totonomine nel centrosinistra

Sono passate poche ore dalle dimissioni di Piero Marrazzo, ed è già cominciato il totonome sui candidati alla sua successione.

Se per il centro-destra la rosa dei nomi sembra essere ristretta a pochi favoriti, sulla sponda opposta l’improvvisa caduta dell’ex presidente della regione ha innescato una complicata lotteria.

In casa berlusconi, è noto il favore del premier per l’industriale Luisa Todini, che tuttavia ha già declinato la candidatura. Secondo un sondaggio curato dall’agenzia crespi, sembrano il segretario dell’ugl renata polverini e il ministro giorgia meloni le principali pretendenti alla corsa per la pisana. Entrambe avrebbero un gradimento degli elettori compreso tra il 42 e il 45%, in ampio vantaggio sugli avversari più graditi a sinistra, il chirurgo ignazio marino e l’ex sindaco Veltroni, che non andrebbero al momento oltre il 36%. Gli scenari in continua evoluzione potrebbero dirottare il popolo delle libertà su un politico di navigata esperienza.

Nelle ultime ore si è fatto anche il nome del presidente dei senatori pdl maurizio gasparri.  Nonostante gli ammonimenti del sindaco alemanno, chiunque sarà il pretendente, appare chiaro che partirà da un posizione di forza. Negli ultimi tumultuosi giorni il popolo delle libertà è risalito dal 43% al 45%, dopo un periodo di pesantezza. “l’effetto marrazzo ha invece complicato estremamente le cose per il centrosinistra – spiega la Crespi –. Unica possibilità per risalire la china sarebbe imbroccare il miglior candidato possibile”.

Tanti però i rifiuti già espressi: dagli stessi marino e veltroni al presidente della provincia zingaretti, fino al suo predecessore enrico gasbarra. Se appare improbabile un altro giornalista come David Sassoli, un nome spendibile potrebbe essere l’ex ministro Giovanna Melandri, più del giovane segretario del friuli Debora Serracchiani. Di certo, sarà una scelta tutt’altro che semplice per uno schieramento che vede i democratici scendere dal 30 al 25% del gradimento rispetto all’ultima rilevazione del 16 ottobre. Salgono invece due possibili alleati come l’Italia dei Valori, che passa dal 6 al 7,5% e il corteggiatissimo Udc, in salita dal 6 all'8%. Alla fine, potrebbe uscire proprio dal gioco delle alleanze il nome che tenterà il miracolo di ribaltare la deriva innescata a sinistra dal sexy-gate di via Gradoli.

 
 

[28-10-2009]

 
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