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Marrazzo: lettera di dimissioni

sciolto consiglio regionale

Giornata convulsa in consiglio regionale, dopo le dimissioni da presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, oggi il Consiglio regionale del Lazio è stato sciolto e la giunta, anch'essa dimissionaria, resta in carica solo per l'ordinaria amministrazione.

A guidare l' esecutivo il vicepresidente Esterino Montino al quale sono state consegnate le deleghe. Questa mattina il presidente del consiglio Bruno Astorre ha formalizzato le dimissioni di Piero Marrazzo leggendo in aula la lettera di dimissioni dell'ex presidente.

LA LETTERA - "Le mie condizioni personali di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla guida della Regione. Comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili - scrive Marrazzo - dalla carica di presidente. A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato voglio dire che, finchè mi è stato possibile, ho operato per il bene della comunità del Lazio. Mi auguro che al di là dei miei errori personali questo mi venga riconosciuto".

ELEZIONI - Le dimissioni di Piero Marrazzo fanno scattare il conto alla rovescia per le elezioni che devono essere indette entro tre mesi, scatenano però la bagarre sulla data in cui chiamare i cittadini alle urne. Da una parte l'attuale maggioranza di centrosinistra, che per bocca del Presidente del Consiglio regionale Bruno Astorre si appella al governo per evitare di andare al voto l'8 e il 9 marzo, in anticipo rispetto al voto nelle altre regioni. E il centrodestra che chiede di andare subito al voto. Le due diverse posizioni sono divise da soli 20 giorni.

LE REGOLE - Stando alle regole che si è dato il Lazio, comunque le elezioni devono tenersi intorno al 9 marzo perché dopo l'uscita di scena ufficiale del presidente devono passare al massimo 135 giorni. Ai 90 giorni di tempo per redigere i decreti per l'indizione dei comizi elettorali devono essere aggiunti 45 giorni che sono la condizione necessaria per darne notizia agli elettori con apposito manifesto. Lo prevede l'articolo 5 della legge 2 del 2005 secondo cui nel caso di scioglimento del Consiglio regionale, per dimissioni del presidente o morte o impedimento permanente, si procede all'indizione di nuove elezioni entro tre mesi. I 45 giorni che decorrono dopo i tre mesi sono disciplinati dall'art. 3 comma 6 della legge 108/68. La data a tutt'oggi proposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni per le elezioni è il 28 marzo, ma deve essere ancora ratificata dal Consiglio dei Ministri di domani e, dunque, lo spiraglio ci sarebbe. 

 
 

[28-10-2009]

 
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