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Pd, stop al voto

la strada verso le primarie

 Più che un regolamento sembra un rompicapo. Lo statuto che ordina lo svolgimento del congresso e delle primarie del PD è una rete intricata di norme e bizantinismi che lasciano numerosi punti interrogativi.

I congressi che si concluderanno oggi hanno pressoché deciso chi saranno i 1000 delegati alla convenzione provinciale che si svolgerà entro il 4 ottobre. In tale sede verranno eletti i delegati al nazionale, ossia il congresso, che dovrebbe tenersi l’11 ottobre.

Nel corso dell’assise non verrà eletto il segretario, ma solo ratificati i risultati delle elezioni territoriali e successivamente ammessi alle primarie i tre candidati a segretario nazionale che hanno ricevuto più voti.

Se la convenzione nazionale sarà un luogo di confronto sulle linee programmatiche e se queste verranno messe ai voti, saranno i delegati, con tanto di tessera in tasca, a decidere cosa dovrà essere il PD. Ma non a decidere chi dovrà essere il segretario che dovrà portare avanti la linea, perché questi sarà eletto il 25 ottobre con il voto di  tutti i cittadini e non solo degli iscritti.

E così potrebbe succedere che i delegati, eletti tra l’altro per partecipare a una sola assemblea,  potrebbero sostenere in maggioranza una mozione, mentre il popolo delle primarie potrebbe preferirne un’altra.

 Probabilmente questo percorso a ostacoli è una prova per verificare la tempra dei candidati o, molto più probabile, una mediazione per accontentare le varie correnti ed evitare fratture.

Fratture che però continuano ad emergere, con Veltroni e Rutelli che velatamente lasciano intendere che andranno via se non vincerà Franceschini, con Penati che vorrebbe mandare già via l’attuale segretario che non avrebbe più la maggioranza del partito, con Bindy che pone l’accento su una probabile manipolazione delle primarie da parte degli avversari e D’Alema che senza mezzi termini dice che il partito seguirà gli iscritti, a prescindere dalle primarie.

Insomma la convivenza delle diverse anime sembra ormai improbabile e chiunque dovesse vincere si ritroverà a guidare un partito mai nato.

 
 

[30-09-2009]

 
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