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Funerali di stato per i parà caduti

a San Paolo in migliaia per l'ultimo saluto ai militari

 Alle 13:00 si è conclusa la cerimonia funebre in ricordo dei parà italiani uccisi durante l'attentato in Afghanistan di giovedì scorso. A dare l'ultimo saluto ai militari uccisi più di 10.000 persone e la città in lutto.

Il picchetto d'onore composto dai rappresentanti dei diversi corpi d'armata italiani ha accolto con gli onori militari e l'urlo "Folgore!", alla basilica di San Paolo fuori le mura, i sei feretri coperti dal tricolore dei paracadutisti italiani rimasti vittime dell'attentato kamikaze di Kabul.

Portate a spalla all'interno della basilica, le sei bare sono state accolte da un tripudio di bandiere tricolori sventolate dalle migliaia di persone che si sono affollate nel piazzale esterno.

Nel corso dell'omelia, mons. Vincenzo Pelvi ha avuto un pensiero per ciascuno dei sei soldati morti, a cui si è rivolto dando loro del "tu". E ha poi parlato dell'importanza delle missioni di pace. "Se uno Stato non è in grado di proteggere da violazioni gravi e continue dei diritti umani e dalle conseguenze delle crisi - ha detto il sacerdote -, la comunità internazionale è chiamata a intervenire".

 Più avanti nel corso della cerimonia, al momento dello scambio della pace, mentre i famigliari si abbracciavano tra loro, un uomo è riuscito a salire sull'altare e davanti ad un microfono ha iniziato ad urlare ripetutamente lo slogan "Pace subito".

 Un doppio passaggio a bassa quota delle Frecce Tricolori, che hanno disegnato in cielo i colori della bandiera italiana, ha poi chiuso la cerimonia all'esterno della basilica, tra applausi e il grido "Folgore!" ripetuto più volte dai picchetti che le sezioni di combattenti e reduci hanno organizzato lungo il recinto della basilica. Le bare hanno poi iniziato il viaggio verso le città e i paesi di residenza dei soldati morti, dove i militari saranno inumati.

 IL CORTEO FUNEBRE - Il corteo funebre era partito poco prima delle dieci dall'ospedale militare del Celio. Lungo un percorso che ha sfiorato il Colosseo e l'Aventino, ha poi percorso l'Ostiense fino ad arrivare alla basilica, la stessa in cui furono celebrati i funerali delle vittime di Nassiriya. Due ali di folla avevano salutato con un applauso le bare all'uscita dal portone dell'ospedale militare. Lungo tutto il tragitto il corteo composto da mezzi militari scoperti scortati da motociclisti della polizia di Stato è stato salutato da bandiere italiane esposte alle finestre.

[21-09-2009]

 
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