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Bastardi senza gloria

di Quentin Tarantino. Con Brad Pitt, Christoph Waltz, Mélanie Laurent

 di Svevo Moltrasio 

Nella Francia occupata dai nazisti si incontrano i destini di diversi personaggi: da un gruppo di spietati ebrei americani in cerca di scalpi tedeschi, a una ragazza sopravissuta allo sterminio della propria famiglia, passando per attrici, detective e capi di stato. Si ritroveranno tutti in una sala cinematografica per un gran spettacolo..

L’ultima fatica di Quentin Tarantino, che segue il flop GRINDHOUSE, è passata in concorso al festival di Cannes dove ha ottenuto il riconoscimento per l’interprete austriaco Christoph Waltz. Se la critica, come accade sempre più di frequente per le opere del regista americano, durante la rassegna francese si è divisa, in patria il film è stato ben accolto, e anche i primi incassi sembrano sorridergli. 

Tarantino racconta a suo modo la seconda guerra mondiale, facendo incontrare personaggi di fantasia e reali, con risvolti imprevedibili, senza ovviamente tenere conto della realtà storica. Il divertimento, come in tutte le ultime opere del regista, è sempre più relativo e tutto sembra il solito giocattolone frutto di curiose intuizioni dell’autore. I tempi sono dilatatissimi, con sequenze il più delle volte prolungate senza una vera ragione, in attesa delle immancabili esplosioni di violenza. Questa volta pero’ l’incursione nella grande storia crea una contaminazione che svela chiaramente il gioco - con personaggi truccati pesantemente – e dona alla bislacca avventura dignità e profondità, qualità di cui erano prive pellicole come KILL BILL.

Probabilmente la durata è sproporzionata, con tanti momenti superflui – come il cammeo di Mike Myers – e spesso la tensione narrativa ne risente, ma con il lungo finale nel cinema, il film trova un perfetto equilibrio e un’interessante riflessione proprio sulla settima arte. Indovinata l’alternanza tra le diverse lingue – inglese, francese, tedesco e italiano – che spesso sottolinea le eclettiche qualità del film che tocca toni drammatici, di tensione e comici – questi ultimi anche grazie alla nostra lingua, sebbene danneggiati da un improbabile doppiaggio in siciliano -. Ovviamente infinita la serie di omaggi e citazioni.

 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[30-08-2009]

 
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