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Pinar, la nave che nessuno voleva

intervista all'ufficiale del mercantile turco

di Simone Chiaramonte

Nella seconda metà di aprile il contenzioso fra Malta e Italia sulla drammatica vicenda del MV Pinar, il cargo turco fermo per quattro giorni a sud di Lampedusa con 143 migranti a bordo, ha egemonizzato l'attenzione dei media. Fra i migranti, recuperati dalla nave turca da due barconi in balia delle onde, due le vittime: una donna incinta morta per affogamento ed un ragazzo deceduto a Caltanissetta per meningite.  A raccontarci quanto accaduto in quei giorni sull'imbarcazione, è il secondo ufficiale della Pinar Soner Karakas.

Puoi descrivermi la condizione dei migranti al momento del recupero?
Quando li abbiamo visti in mare erano su due piccole barche, una di legno ed una gonfiabile: erano in cattive condizioni, avevano tagli alle braccia e alle gambe, erano ustionati, la maggior parte era in condizioni di ipotermia: faceva freddo, erano affamati e senza acqua. Quando ci siamo avvicinati hanno cominciato a nuotare sbattendo l'uno contro l'altro. Si sono provocati diverse ferite in questo modo.

Chi è stato il primo a rispondere al vostro allarme?
La Pinar è entrata prima in contatto con il MRCC di Malta (centro di coordinamento al salvataggio), poi con quello italiano: entrambi ci hanno ordinato di non entrare nelle rispettive acque territoriali. Siamo rimasti in mare con 143 migranti a bordo, senza acqua e cibo. All'inizio infatti siamo stati noi a rifornirli dello stretto necessario.

Che rapporto c'era fra i migranti e l'equipaggio?
Beh, puoi immaginare... Dopo quattro giorni non emanavano certo un buon odore. Per la toilet si usava l'acqua del mare. Ma credimi, se tu avessi visto la felicità nei loro occhi, avresti voluto essere a bordo: hanno pregato così tanto per noi che sono quasi certo che andremo in paradiso! Ovvio, non è stato facile controllare 143 migranti, alcuni dell'equipaggio erano preoccupati ma io non dubitavo di loro: se qualcuno ti ha salvato la vita, tu puoi fargli del male? In generale tutto l'equipaggio è stato molto paziente.

Ho letto che hai personalmente recuperato il corpo di una donna senza vita...

Sì, è vero. Dopo aver fatto salire i migranti, abbiamo visto il corpo di una donna in mare. Dopo averlo recuperato, ho tentato di praticare il primo soccorso ma era troppo tardi. Noi abbiamo rispetto per i morti.

Cosa pensi di questa disputa fra Italia e Malta?
Non voglio parlare di politica. Non capisco però questa disputa. E' così difficile aiutare il prossimo? Siamo nemici?

Una volta ricevuta l'autorizzazione ad approdare in Sicilia, avete potuto lasciare il porto immediatamente?
Abbiamo gettato l'ancora, aspettato qualche ora ed infine ci hanno detto di raggiungere la costa con la nostra scialuppa di salvataggio. Non avevano una barca per trasportarci! Una scena esilarante... Solo una parte dell'equipaggio è scesa, alcuni si sono fatti una doccia in un hotel, dove gli sono stati offerti 2 kg di formaggio. Poi però al loro ritorno abbiamo continuato il viaggio verso la Tunisia.

Siete stati informati che tra i migranti ci sono stati alcuni casi di meningite, anche mortali?

No, nessuno ce lo ha detto. Mi dispiace per chi non ce l'ha fatta.

Se tu incontrassi altri migranti in difficoltà, saresti disposto ad aiutarli?
Certamente ma, se mi troverò vicino all'Italia o a Malta, prima ci penserò un po'... no, scherzo. Ovvio che li aiuterò!

 
 

[01-06-2009]

 
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