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L'essenziale è invisibile agli occhi

Come sarebbe la nostra vita senza il superfluo?

E’ una domanda che dopo la tragedia del terremoto in Abruzzo mi sono fatta
più volte.
Mi sono resa conto che negli anni abbiamo avuto una “inversione” di valori: ci disperiamo pur di avere il superficiale e non ci rendiamo più conto di quando sia importante dare la giusta considerazione all’essenziale.
 
In questi giorni vediamo in TV la realtà della povera gente abruzzese che in poche ore, o meglio in pochi minuti, si è vista portar via tutto quello che aveva. Dai propri cari alla casa, dal lavoro ai sorrisi. 
Il terremoto gli ha portato via tutto ma ha lasciato loro i sogni e il coraggio di poter ricominciare a ricostruirsi una vita. 

In questa nostra società piena di vizi e di eccessi ci lamentiamo continuamente perché vogliamo sempre di più e questo non credo sia sinonimo di miglioramento bensì solo di capricci. Corriamo ogni giorno, ci muoviamo senza riflettere, passiamo una vita a vedere sempre troppo avanti perdendoci quello che abbiamo in ogni momento.
Ci disperiamo se perdiamo il cellulare, se non riusciamo ad avere la macchina, spendiamo tutto quello che guadagniamo per borse e vestiti, non abbiamo più un senso di proporzione tra quello di cui abbiamo davvero bisogno e quello che crediamo sia invece necessario.
E questo è triste, soprattutto se pensiamo che ci sono persone che dall’oggi al domani non ritrovano più neanche lo spazzolino da denti.

Se iniziassimo con lo scrivere su un foglio tutto quello che crediamo essenziale e quelli che invece sono i nostri lussi cosa ne verrebbe fuori? Non sapremmo in quale colonna collocare gli oggetti, dubbi e domande affollerebbero la nostra mente. Non ci viene più spontaneo capire quali sono le cose veramente importanti.
Ci siamo dimenticati che l’essenziale è poter avere una casa, gli affetti e un lavoro. Ormai invece sono al primo posto macchina, vestiti e cellulare.

Non ci commuoviamo più davanti ad un tramonto, non guardiamo più le stelle, sempre più raramente dimostriamo l’affetto a chi ci sta vicino. Spesso siamo arrabbiati e neanche noi sappiamo il perché, non troviamo più la gioia di un pranzo domenicale tra familiari, difficilmente troviamo più tempo per stare con i nostri figli o abbracciare di più i nostri genitori, o guardare il cielo e capire che non siamo soli.

E’ questo l’essenziale, quello che è invisibile agli occhi e che è sentito solo con il cuore. Se solo imparassimo a dare il giusto peso a quello che ci circonda ci sarebbe molta più solidarietà e una qualità di vita migliore.
 
scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it    

[20-04-2009]

 
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