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Louise Michel

di Gustave de Kervern e Benoît Delépine. Con Yolande Moreau, Bouli Lanners

di Rosario Sparti

Dopo vent’anni in Piccardia, regione a nord della Francia, in maniera improvvisa viene chiusa una fabbrica. Le operaie decidono di impiegare i soldi della liquidazione allo scopo d’assoldare un killer per commissionargli l’omicidio del padrone dell’industria. L’operaia Louise assolderà come sicario il non impeccabile professionista Michel.

Prodotto da Mathieu Kassovitz, che interpreta un cameo nell’opera, il film dopo vari successi nei festival internazionali tra cui l’ultimo Festival di Roma, sbarca nelle sale italiane distribuito dalla Fandango. La coppia di registi Delépine e Kerven, che si sono conosciuti alla tv francese, attraverso la scelta delle facce giuste, come la straordinaria protagonista Yolande Moreau, raccontano il presente scegliendo, sin dal titolo che cita una nota anarchica francese, tinte grottesche.

Partendo da uno spunto sociale il film ritrae la storia di due idioti, emarginati fino all’eccesso, che cercano la loro nemesi, senza alcun riscatto finale, attraverso la vendetta. In un quadro di cattiveria, senza vie di scampo, dove i buoni non mostrano dolcezza ed i malvagi sono irriducibili criminali, questo piccolo film è una perla di humor nero. Una sorta di trattato filosofico dei fratelli Coen girato con la mano di Kaurismaki e la supervisione di Bunuel.

Il film con toni surreali ritrae un’umanità disperata che non sembra trovare scampo nel mondo di oggi e che, grazie alla mano caustica degli autori, non sembra risparmiare nessuna categoria. Un bel esempio di quella comicità sociale, al tempo stesso astratta dal realismo, che con gusto politicamente scorretto sembra essere irrintracciabile nel cinema e soprattutto nella fiction italiana.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[13-04-2009]

 
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