Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
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Cronache di reparto
 
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Resurrezione

Sono morto e risuscitato in una sola giornata. Anzi, in una sola ora.
Pausa pranzo. Ne approfitto per andare a ritirare i risultati dei vari controlli a cui ogni anno la Direzione Sanitaria sottopone il personale. E’ un mese che dico che ci vado. Che seccatura.

Cosa potrà mai venire fuori dagli esami del sangue? Rita dice che sono un toro. A casa quando i bambini si beccano l’influenza tempo tre giorni e si ammala pure lei, è matematico. Io mai.
Vabeh, ultimamente mi sento un po’ stanco, ma è lo stress, c’è poco da fare. Con i turni che mi sono capitati negli ultimi due mesi, sfido chiunque a rimanere indenne.

“Sono Alfredo Sentinelli, sono venuto a ritirare gli esami di controllo per il personale sanitario”. Devo essere diventato improvvisamente un cencio, perché due vecchiettine in fila dietro di me allo sportello “Referti- Analisi” si sono avvicinate chiedendomi se mi sentissi bene. “Grazie, sì, sto bene.” Mi allontano senza staccare gli occhi dal foglio dell’emocromo.

Non posso crederci. 100.000 globuli bianchi ed esame cito-morfologico in allegato. Se sei un medico non ci vuole molto a indovinare che si tratta di leucemia. In un attimo l’immagine della mia famiglia mi si balena davanti agli occhi, ho un nodo in gola e faccio fatica a controllarmi. Perché non mi calmo? Che razza di medico sono?
Dicono sempre che i medici affrontano la malattia in modo diverso, “più maturo e più contenuto”, mi disse un collega una volta. Tutte balle. Sono un uomo come gli altri e come gli altri ho paura.

Continuo a fissare il foglio: Alfredo Sentinelli, nato il 27/03/56, codice sanitario numero….Un momento. Alfredo Sentinelli sono io, fin qui non ci piove. Ma io non sono nato il 27 marzo del ’56.
Corro di nuovo allo sportello. Le due vecchine mi avranno scambiato per un indemoniato.
“Scusi…ci deve essere un errore…è sicura di avere il referto di un solo Alfredo Sentinelli?...perchè questa non è la mia data di nascita..”
L’impiegata mi fissa per un attimo, non comprende la mia agitazione, poi controlla la pila dei referti. I dieci secondi più lunghi della mia vita.
“Sì dottore, c’è un caso di omonimia, un nostro dipendente che lavora giù in archivio si chiama proprio come lei. Ha visto che strana coincidenza?” E mi sorride.
Resto qualche attimo stordito. Come se in un attimo fossi tornato a far parte del mondo.
“Sì, ha ragione, a volte la vita è proprio strana.”

Meglio che vada a mangiare qualcosa. Devo aver avuto un improvviso calo di zuccheri.
L’emocromo, quello mio per davvero, va bene.

[02-01-2007]

 
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