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Il Tar boccia il Piano regolatore

Alemanno ''il Comune presenterà ricorso al Consiglio di Stato''

Dopo lo stop imposto dal Tar al Piano regolatore varato poco più di un anno fa dalla giunta Veltroni, maggioranza e opposizione in Campidoglio, sperano nel rimedio, cioè il ricorso al Consiglio di Stato promosso da Comune e Regione. In circa 30 giorni i giudici amministrativi di secondo grado potrebbero ribaltare la sentenza che ha bocciato l’iter procedurale del Prg, facendo spazio ad un pesante vuoto normativo.

Presentato dal sindaco Veltroni come un avvenimento storico, ma avversato dal centrodestra allora all’opposizione,  il nuovo Piano Regolatore aveva soppiantato quello del 1962.

"il Comune di Roma presenterà ricorso al Consiglio di Stato chiedendo una sospensiva per evitare qualsiasi vuoto normativo e operativo nella crescita della città", ha subito annunciato il sindaco Alemanno, che pure aveva sempre criticato il Prg veltroniano. "Il nostro obbiettivo" ha aggiunto per frenare le fughe in avanti di molti colleghi di partito, "è sanare le irregolarità nella procedura di applicazione del Prg evitando nel frattempo qualsiasi blocco nell´attività urbanistica ed edilizia".

Il ricorso vincente era stato presentato contro il vincolo che rendeva non edificabile una area a via del Fontanile Arenato.

Il Tar ha sancito che le modifiche decise dall’accordo di pianificazione tra Comune e Regione introdotte a Piano approvato avrebbero dovuto avere il via libera del Consiglio Comunale.

Un passaggio saltato, forse per il rush finale imposto da Veltroni per l’approvazione del Piano prima dello scioglimento del Consiglio per le elezioni  e che ora rischia di mettere in crisi l’intero sistema urbanistico cittadino.       

 
 

[20-03-2009]

 
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