
Un giovanotto tedesco s’innamora di una donna matura nella Berlino dei primi anni dopo la seconda guerra mondiale. I due intraprenderanno una relazione per un’estate, ma i loro destini s’incroceranno nuovamente negli anni e lui scoprirà un terribile passato della donna.
Il nuovo film del regista inglese Stephen Daldry arriva a sei anni dall’osannato THE HOURS ed è tratto da un romanzo del tedesco Bernhard Schlink. Come avvenuto con la protagonista del film precedente – Nicole Kidman – anche per questa volta gli Oscar hanno premiato l’interprete della pellicola, l’inglese Kate Winslet, confermando l’occhio di riguardo che l’Academy riserva a Daldry che ha già ottenuto tre nominations come regista, tante quante i film che ha girato.
La storia si svolge su un lungo arco narrativo che parte dalla Berlino degli anni ’50 e arriva fino alla fine del secolo, con continui salti temporali cui ci ha abituato il regista. Daldry ha uno stile ormai chiaro quanto lineare, attento com’è a non forzare la mano evitando sbavature di ogni tipo. Sembra non rischiare mai, adottando una leggerezza di racconto che abbraccia diversi clichè pur mettendo in scena relazioni umane forti e spesso estreme. Questa ambivalenza in THE READER si dimostra un valore aggiunto e così un melodramma a forte rischio di torpore si trasforma in una non banale riflessione sulle influenze della storia sugli individui.
Non tutto funziona, come le discussioni morali all’università che sembrano un po’ posticce, e il regista stecca qualche scena – la registrazione audio dei libri sui nastri per la prigioniera – ma il clima malinconico che segue tutta la vicenda e che con il passare degli anni si fa sempre più cupo e grigio, finisce per impreziosire la pellicola. A tal proposito – per una volta - è appropriato l’abbondante uso del makeup invecchiante, qui adottato per la Winslet, in un’interpretazione asciutta e perfetta, che vede il proprio corpo disfarsi a mano a mano.

[28-02-2009]
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