Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Violenza di Guidonia

due romeni agli arresti domiciliari

I due romeni accusati di favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta sullo stupro commesso dai quattro connazionali a Guidonia hanno ottenuto gli arresti domiciliari.

Nella casa dove abitavano sono stati trovati oggetti sospetti, che il pm pensa provengano da colpi messi a segno dalla gang di immigrati anche ai danni di altre coppiette. E tutto ciò mentre i Radicali sostengono che i romeni sono stati picchiati nella caserma dei carabinieri, a Guidonia, alle porte di Roma, dove sono stati portati subito dopo essere stati bloccati.

Torniamo alla scarcerazione di Mugurel Goia, 22 anni, e Ionut Barbu, di 30 anni. Secondo indiscrezioni, il gip avrebbe motivato la decisione con l'incensuratezza degli immigrati. Secondo il giudice è probabile che, se non commetteranno reati dello stesso tipo, non entreranno mai in un penitenziario per scontare la condanna di favoreggiamento per i fatti di Guidonia. La Procura si è inutilmente battuta perché rimanessero a Rebibbia: tra gli altri elementi a sostegno della tesi che non dovessero essere scarcerati, anche il pericolo che reiterino i reati e l'accuratezza con la quale avevano organizzato il tentativo di scappare dei connazionali con l'obiettivo di raggiungere Padova, dove contavano di continuare a farli tenere nascosti da qualcuno con cui erano in contatto.

Intanto c'è stata anche la denuncia della parlamentare dei Radicali, Rita Bernardini, e del segretario dell'associazione "Nessuno tocchi Caino", Sergio D'Elia, che in mattinata avevano visitato i romeni in carcere. "Abbiamo potuto constatare di persona — hanno spiegato — che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti, segnalazioni che ci hanno spinto a effettuare la visita ispettiva" In particolare, hanno aggiunto Bernardini e D'Elia, "su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull'anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano uno di essere caduto e un altro di essersi picchiato da solo per la disperazione". E ancora: "Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei carabinieri di Guidonia. Sono terrorizzati. I romeni, che parlano italiano, ci hanno spiegato che stavano in sei celle diverse e ogni tanto qualcuno entrava e li picchiava". Un'accusa grave, che finirà nell'interrogazione parlamentare presentata ai ministri della Difesa e della Giustizia: sarà chiesto, ha aggiunto la deputata Bernardini, "il riscontro delle cartelle cliniche d'ingresso" a Rebibbia.

Decisa la replica del sindaco Gianni Alemanno alla denuncia: "Non penso che debba essere commentata". Mentre il sindaco dimissionario di Guidonia, Filippo Lippiello, ha osservato come "nella notte degli arresti i sei romeni abbiano fatto resistenza ai carabinieri: ci sono stati due ufficiali feriti, con tanto di referto medico".

 
 

[31-01-2009]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE