
Ben Thomas, afflitto dal senso di colpa, passa le giornate a studiare determinati individui che hanno in comune problemi fiscali e di salute. Solitario e imperterrito sembra vacillare solo di fronte all’amore di una nuova ragazza…
A distanza di due anni dal successo de LA RICERCA DELLA FELICITA’, torna l’accoppiata Muccino/Smith: questa volta il pubblico non pare aver gradito e il film rischia di segnare, oltreoceano, una prematura battuta d’arresto per il nostro regista. A metterci il carico è stata la critica statunitense che ha individuato in SETTE ANIME la peggiore pellicola dell’anno.
Partendo da una sceneggiatura dell’esordiente Grant Nieporte, Muccino mette in scena una storia in qualche modo antitetica al film precedente: se lì a farla da padrone era il più classico dei sogni americani, con il povero che riconquista dignità grazie al lavoro e ai soldi, qui al contrario un ingegnere, distrutto dal senso di colpa, si auto costringe ad un martirio che non sembra prevedere un lieto fine. Rispetto alla banalità dirompente del suo esordio americano, Muccino questa volta si imbarca in un racconto ambizioso e complesso, che tocca argomenti alti e di non facile gestione. E, immancabilmente, fallisce in pieno.
Se è vero che la sceneggiatura non trova mai la giusta profondità che una storia del genere pretende – con situazioni enfatizzate e dialoghi mai incisivi – la regia riesce a sottolineare ancor più ogni difetto, grazie ad imbarazzanti scelte – il tripudio del patinato, tra spiagge al tramonto e verdi campi – e un racconto che non raggiunge mai l’intensità alla quale palesemente ambirebbe – paradigmatica tutta l’interminabile serata tête-à-tête tra Smith e la Dawson -. Prevedibile nonostante la scelta suicida di tenere nascosto per una buona trequarti il senso ultimo delle azioni del protagonista, il film finisce per diventare a conti fatti una spiacevole sequela di casi umani. In Italia, per dovere patriottico, si è cercato di salvare il mestiere del regista e il coraggio: in realtà Muccino a Hollywood rischia di essere uno dei tanti modesti mestieranti in piena balia delle sceneggiature che gli si affidano. Cult le modalità dell’ultimo gesto del protagonista.

[16-01-2009]
YouandUs[24-01-2009 00:44:33]
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DOM[18-01-2009 04:03:11]
Purtroppo l'ho visto stasera. Dico purtroppo, perchè mi è piaciuto molto "La ricerca della felicità", mentre questo film è noioso e scontato dal primo all'ultimo minuto. Nella parte centrale è stata dura restare svegli. La parte più bella, credo sia il finale, perchè ovviamente, avendo capito da tempo come andava a finire, finalmente si avvicinava il momento di poter abbandonare la sala. Veramente un film pessimo. Mi dispiace sia per Muccino che sopratutto per Will Smith che ha trovato la sua prima battuta d'arresto alla sua bellissima carriera.
Per Moltrasio da Livio[17-01-2009 01:04:57]
Mmmh... mi sa che Muccino non è proprio il tuo registra preferito... cmq l'andrò a vedere lo stesso.