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Il Caimano

di Nanni Moretti. Con Silvio Orlando, Margherita Buy

di Svevo Moltrasio 

Un produttore in crisi cerca costantemente un nuovo progetto su cui puntare per rilanciare la sua carriera ormai in declino: dopo il fallimento di un film sul ritorno di Cristoforo Colombo, la storia di un misterioso personaggio, definito il caimano, pare convincerlo completamente.

Ritorno al cinema per Nanni Moretti: a distanza di cinque anni dalla Palma d'Oro de LA STANZA DEL FIGLIO, IL CAIMANO ha fatto discutere sin dalla rivelazione del titolo che ha subito identificato l'operazione come un film su Silvio Berlusconi. Si era parlato di uno stile che avrebbe richiamato alla memoria il cinema italiano d'impegno alla Rosi, o ancora si vociferava di un' opera di propaganda, vista l'uscita a ridosso delle elezioni, sulla falsa riga dei documentari di Michael Moore.

In realtà, fatta eccezione per la piccola partecipazione in veste d'attore del regista, IL CAIMANO è un film tipicamente "morettiano" e riprende un discorso solo momentaneamente interrotto con il lavoro precedente. Come tipiche e prevedibili sono le reazioni che una fetta di critica e di intellighenzia nostrana non ha perso tempo ad esprimere, continuando a fraintendere il cinema del regista, relegandolo ad una piatta e narcisistica visione di se stesso. Il CAIMANO più che un film su Berlusconi, è la storia di una realtà sociale, quella che Moretti racconta sin dagli esordi e che ama spesso controbilanciare alla situazione politica del nostro paese, facendone sempre una sorta di ritratto generazionale. L'operazione, come d' abitudine, è ambiziosa e complessa, raccontata con un gioco d'incastri e di diversi piani narrativi non nuovi per il regista. Il film di Moretti non è privo di difetti: alcuni personaggi sono piuttosto insipidi - pensiamo alla giovane regista Jasmine Trinca - e alcune gag soffrono della mancanza del vero attore per cui solitamente sono costruite - vedi quella della partita di calcetto o del gelato -.

Anche la narrazione, volutamente discontinua, soffre di qualche lungaggine e di alcuni passaggi non troppo chiari. Eppure IL CAIMANO contiene momenti assolutamente magistrali - impossibile non citare il finale, tra le pagine più belle nella cinematografia del regista, ma anche i saluti in macchina tra la Buy e Orlando, o la costruzione del set a ritmo di musica e la barca nella notte per le strade di Roma - e uno spaccato privato, con la separazione tra il produttore e la moglie, raccontato con una sensibilità che evita troppe spiegazioni ma che rende al meglio l'amarezza della vicenda. Così come di grande maturità è la riflessione sul cinema, mezzo incapace di rendere la realtà della vita, dove la rappresentazione del Berlusconi immaginato dal produttore, grottesco e colorato, è niente rispetto alle immagini reali trasmesse dalla televisione. Prima del gran finale che restituisce al cinema le proprie qualità, ribaltando la situazione e trasmettendo una profonda e nuova inquietudine raccontando un futuro possibile ma pur sempre immaginario.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - moretti - orlando - buy
 

[30-03-2006]

 
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