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Inside Man

di Spike Lee. Con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster

di Svevo Moltrasio

Presa d'assalto una banca, un misterioso rapinatore con alcuni complici tiene in ostaggio decine di persone scatenando la solita reazione della polizia, con negoziatori e tiratori pronti ad intervenire. La trattativa, lunga e complicata, si risolverà con più di un colpo di scena.

INSIDE MAN, nuovo lavoro del bravo e prolifico Spike Lee, rientra nelle rare produzioni del regista americano legate a grosse major hollywoodiane, con operazioni su commissione in cui l'autore non rinuncia però ai propri temi che da anni racconta con grande coerenza e chiarezza. L'ennesima rapina del secolo è raccontata rispettando con perizia le regole del cinema di genere, con una suspense ben calibrata in continuo crescendo e alcune situazioni risapute sapientemente congegnate.

In realtà dietro l'apparente semplice lezione di montaggio, direzione d' attori e utilizzo della musica d'accompagnamento, Spike Lee cuce, nascosto appunto dietro le fattezze del cinema di genere, un intrigo che coinvolge le più alte sfere del potere economico americano, non rinunciando ad argomenti di critica sociale, con la caratteristica serie di personaggi multirazziali che da sempre danno vita ai suoi film. Non solo il regista dà prova di conoscere i trucchi del mestiere, ma mostra anche la capacità di maneggiarli a proprio piacimento, permettendo alla storia di giocare su accelerazioni (l'inizio), salti temporali (gli interrogatori agli ostaggi) e momenti di sosta (in fondo nella trattazione tra i rapinatori e la polizia non succede quasi nulla). Chiudendo con un finale che concentra in pochi minuti colpi di scena e risoluzioni che ribaltano l'intero andamento, sbeffeggiando proprio le aspettative che un film di genere, con tanto di ripetute citazioni cinematografiche - su tutte Lumet - aveva fatto supporre.

I due protagonisti, il bravo Denzel Washington e il rapinatore Clive Owen, sono affiancati da un gran cast di contorno che vede attori di spicco in piccoli ma significativi ruoli, come l'inedita e cinica Jodie Foster, in una colorata comunità razziale che si evidenzia con ben altre qualità rispetto a film recenti grondanti di retorica - e pensiamo al tanto osannato CRASH. Nonostante conti qualche minuto di troppo, INSIDE MAN tiene la tensione nelle sue due ore abbondanti di durata, arricchite da una massiccia dose d' ironia cui sapientemente Spike Lee non rinuncia mai.

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[12-05-2006]

 
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