Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Anche libero va bene

di Kim Rossi Stuart. Con Kim Rossi Stuart, Alessandro Morace

di Svevo Moltrasio

Il piccolo Tommaso vive la propria infanzia nel centro di Roma, tra scuola e piscina, sognando il calcio e cercando di sopravvivere ad una famiglia dimezzata: Renato, il padre, scostante e nervoso, cresce anche un' altra figlia da solo, umiliato dalle fughe amorose della madre dei ragazzini.  

Esordio dietro la macchina da presa per Kim Rossi Stuart: partendo da un copione scritto a più mani, tra cui anche quelle dello stesso regista, ANCHE LIBERO VA BENE rientra nel filone, tanto caro al cinema italiano, del mondo visto dagli occhi dei bambini (per intenderci ancora poche settimane fa nelle sale era l'affine LA GUERRA DI MARIO di Antonio Capuano).

In realtà dietro ad una certa classicità di contenuti e di messa in scena, l'opera prima di Kim Rossi Stuart contiene alcune sorprese riscontrabili sia nelle qualità che il regista dimostra soprattutto nella direzione dei giovani attori (davvero bravo il piccolo Alessandro Morace), quanto nell'insospettata sensibilità con la quale riesce a raccontare un piccolo ritratto di famiglia, colorato con una dose di malinconia e amarezza che appassiona. Evitando saggiamente retorica e scene madri, il film si articola su piccoli episodi quotidiani che arricchiscono le caratterizzazioni dei personaggi, dove il padre, interpretato bene dallo stesso regista, cameraman stressato (divertente la litigata sul set) si staglia come una figura coraggiosamente tratteggiata, per un ruolo controcorrente che evidenzia in famiglia le carenze, per una volta, della figura materna.

Non da meno è il protagonista, il piccolo Tommaso, bambino che con apparente distacco vive il rapporto turbolento con la madre e che cede all'emozione e alle lacrime solo di fronte alla foto con dedica della colpevole donna, in un finale tenero ed indovinato. Quel che non funziona nel film sono le contrapposizioni troppo marcate che Kim Rossi Stuart accosta ai protagonisti, in controtendenza al ritratto ben sfumato della famiglia di Tommaso: l'amico di scuola silenzioso che solo alla fine esce dal suo mutismo, la famiglia ricca del piano di sotto con tanto di bambino con erre moscia. Così come superflua appare l'unica sequenza onirica del film, con protagonista la mamma di Tommaso. Con più luci che ombre, l'opera prima di Kim Rossi Stuart fa ben sperare per il futuro e lascia grande curiosità per l'eventuale prossimo lavoro del neoregista.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - stuart
 

[18-05-2006]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE