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Appalto manutenzione stradale

nell'occhio del ciclone la Romeo gestioni

Dopo la tempesta che si è abbattuta sul sistema di appalti affidati all’imprenditore Alfredo Romeo a Napoli, arrestato con l’accusa di aver ottenuto lavori per un valore di 400 milioni di euro grazie a presunte pressioni su politici locali e nazionali, l’onda si allunga verso la capitale e diventa il “caso Roma”.

Nel mirino dei pubblici ministeri il contestatissimo maxiappalto per la manutenzione di 800 chilometri di strade da 576 milioni di euro, per il quale, in meno di due anni, il Comune ha già pagato canoni per 45 milioni di euro.

La storia inizia nel 2006 quando la Romeo Gestioni si aggiudica la gara. La rivale Manital fa ricorso e la vince: l’authority infatti ravvisa un conflitto di interessi. Nella primavera del 2007 la vicenda approda al Consiglio di Stato che, sovvertendo la decisione del Tar, accoglie l’appello proposto dalla Romeo. La concessione è stata, alla fine, revocata a novembre dal sindaco Gianni Alemanno.

Ora, al vaglio dei pubblici ministeri, sarebbe l’ipotesi che per aggiudicarsi la gigante manutenzione delle strade romane, Romeo abbia ottenuto i favori di un giudice del Consiglio di Stato, magari su richiesta di un fatidico “grande capo”, più volte nominato in una telefonata intercettata tra l’imprenditore e il deputato della Margherita Renzo Lusetti, fedelissimo di Francesco Rutelli.

Gli atti della magistratura di Napoli non sono ancora arrivati alla procura di Roma: la parte di indagine destinata a finire al vaglio degli inquirenti della capitale la posizione di alcuni magistrati partenopei. Ma i fari si accendono anche su un altro maxi appalto: quello per la gestione del patrimonio immobiliare  del Comune da 30mila immobili vinto nel 1997. l’assessore al Patrimonio Alfredo Antoniozzi ha chiesto un rapporto per verificare la qualità della gestione.

Intanto il sindaco Alemanno conferma che a Roma non ci saranno più maxiapplati. "Ci muoviamo su una chiave
esclusivamente amministrativa che è il nostro unico punto di riferimento. Non abbiamo firmato e poi abbiamo revocato l'appalto sulla manutenzione delle strade. Il fatto di cambiare appalto non è una cosa semplice - ha aggiunto Alemanno - vuol dire riprogettare tutto, fare nuovi appalti ed è un percorso difficile. Ma abbiamo visto che era una cosa indispensabile, perché così non funziona, il controllore non può essere anche il controllato e fare funzionare le cose: questo vale per tutte le realtà che abbiamo ereditato. Stiamo facendo dei controlli e verifichiamo, dove ci sono cose buone procediamo, dove troviamo cose che non funzionano cerchiamo di revocarle e dare una svolta. Tutto il resto riguarda l'attività della magistratura, lasciamola.

 

 
 

[19-12-2008]

 
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