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Il maltempo si è abbattuto su Roma

promossi e bocciati, danni per 150 milioni

 L’emergenza finalmente è passata. I segni del maltempo no.  Si contano i danni che tra infrastrutture, industrie e terreni agricoli messi fuori uso dall’acqua si aggirerebbero intorno ai 150 milioni di euro.

Un ammontare solo parzialmente coperto dall’imminente concessione da parte del governo dello stato di calamità naturale nazionale. Il bilancio di questi terribili sette giorni, l’emergenza infatti è iniziata dalla notte di mercoledi’  scorso, non può essere solo economico se contiamo che una donna ha perso la vita in un sottopassaggio stradale invaso dall’acqua e dal fango e che una città, e la sua circolazione, è stata ostaggio della pioggia.

Proviamo a stilare una lista di promossi e bocciati: a superare l’esame, difficile, di precipitazioni copiose e piene dei fiumi sono stati sicuramente gli uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e delle altre forze dell’ordine.

 Un gruppo di circa 2000 persone che ha sorvegliato i corsi dei fiumi  monitorando ora per ora e  dando previsioni che poi si sono rivelate azzeccate.  Un lavoro duro senza soste e andato avanti per giorni di notte e di giorno.

Promossi anche col “6 politico” i romani che hanno guadato fiumi sconosciuti e improvvisi, hanno sopportato ore bloccati nel traffico e con l’acqua allo sportello se non dentro l’auto e sono comunque arrivati al lavoro e ritorno inventandosi itinerari inediti a causa delle tante chiusure delle strade. Solo nella mattinata di ieri le importanti vie di scorrimento improvvisamente sbarrate al traffico sono state una quindicina.

Promosse a pieni voti anche le architetture di una volta, dal millenario Ponte Mammolo a Ponte S.Angelo, i vecchi marmi hanno retto alla straripante forza dell’acqua.

 Andiamo alle note dolenti; insufficienti le istituzioni, che in certi momenti  hanno dato l’impressione di voler litigare sulle responsabilità di aspetti marginali tipo a chi spettasse la pulizia delle caditoie. I problemi e i rischi idrogeologici nella zona della Tiberina e nella Valle dell’Aniene sono noti da tempo. Ora si parla di interventi seri, speriamo di non parlarne al termine di una nuova emergenza.

Bocciati i padroni di chiatte e battelli, che lasciano male ormeggiate delle mine vaganti che hanno rischiato di essere la vera emergenza di questi giorni. Bocciati anche i media che hanno realizzato dirette e lanciato allarmi su ponte Milvio, quando al livello di esondazione mancavano ben 5 metri e ignorando uno straripamento, vero, verificatosi lungo le meno scenografiche rive dell’Aniene    

 
 

[17-12-2008]

 
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