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Solo un padre

di Luca Lucini. Con Luca Argentero, Diane Fleri

di Svevo Moltrasio

Dermatologo giovane e belloccio, dopo la morte della moglie si ritrova con una figlioletta a carico. Aiutato da amici e genitori sembra convinto delle proprie possibilità. Ma l’incontro con una giovane ragazza lo aiuterà a tirare fuori delle verità..

Il nuovo film di Luca Lucini – tra le sue regie anche TRE METRI SOPRA IL CIELO – arriva a meno di un anno di distanza da AMORE, BUGIE E CALCETTO. Tratta da un romanzo dell’australiano di origini irlandesi Nick Earls, la pellicola vede come protagonista l’ex concorrente del Grande Fratello Luca Argentero, ormai tra gli attori più richiesti nella nostra cinematografia.

Ambientato nella sempre più abusata Torino – miracoli della locale Film Commision – il film sfrutta i toni grigi e freddi del capoluogo piemontese per raccontare sottovoce l’elaborazione di un lutto: la morte della moglie che ha condannato il protagonista a dover crescere da solo la propria figlioletta e a diffidare di nuove relazioni sentimentali. Ovviamente una recente conoscenza porterà a una svolta inattesa – beninteso non per lo spettatore – all’insegna di una rinascita. SOLO UN PADRE per come affoga nello stereotipo – ci vuole un incidente per far scattare definitivamente la catarsi del protagonista, sempre un incidente, altre soluzioni ai nostri sceneggiatori non vengono in mente - e per come si compiace di rimanere in un limbo di sobrietà – toni pacatissimi, impianto visivo patinato, un protagonista belloccio e pulito, recitazione corretta – dovrebbe rappresentare un esempio privo di qualsiasi contenuto e interesse.

Invece inserito nel contesto della nostra cinematografia rischia di segnalarsi come un episodio lodevole di cinema medio. Poco importa che l’alternanza tra il dramma e il comico non sia mai ben bilanciata e che Lucini, nel primo caso, abbondi in inutili inquadrature ravvicinate e brani musicali, e nel secondo calchi la mano con scene completamente fuori luogo – la disavventura in bagno complice un gatto. Basta la confezione professionale, il tema doloroso e la mancanza di volgarità, per farne un film capace di scaldare il cuore di molta critica. Eppure a conti fatti non racconta niente.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[13-12-2008]

 
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