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Grizzly Man

di Werner Herzog

di Svevo Moltrasio

Dopo aver vissuto per ben tredici anni a contatto con gli orsi, l'americano Timothy Treadwell viene sbranato insieme alla compagna pochi giorni prima di rientrare da una delle numerose missioni. Eccentrico, solitario, vitale e cupo, il personaggio è amato ed odiato sfrontatamente dalle persone, ma quel che a lui sembra interessare è solo il rapporto con i suoi adorati grizzly.

Dopo averci raccontato il nostro pianeta tramite le confessioni di un extraterrestre rielaborando materiale video di vecchie spedizioni nel precedente L'IGNOTO SPAZIO PROFONDO, oggi con GRIZZLY MAN il regista tedesco realizza un nuovo documentario questa volta ben radicato come temi e immagini nella realtà odierna della nostra terra. Herzog costruisce il suo lavoro partendo dalle autentiche riprese realizzate dal protagonista Timothy Treadwell, sorprendenti testimonianze di un lavoro pericoloso e affascinante protrattosi per ben tredici anni, alternandole ai racconti degli amici, degli esperti del settore e di chi ha curato l'autopsia dei due morti. Su tutto spiccano gli interventi dello stesso regista tedesco che accompagna la visione a volte interagendo direttamente con i personaggi.

Il film non è il semplice racconto di un' avventura curiosa, né lo scavo nella mente di un uomo particolare, rappresentato com' è in tutte le sue contraddizioni, gli sfoghi affettuosi e d'ira degni di un bambino. Bensì Herzog tramite la doppia messa in scena (la sua e quella di Treadwell) ci racconta il nostro mondo, costruendo una vera parabola sul rapporto dell'umanità con il proprio territorio, sia quello primitivo che quello moderno, dove il primo, che si regola su leggi più semplici (quelle della natura) risulta più pericoloso della complessa realtà moderna.

Ma il contenuto dell'opera si spinge oltre contenendo in se l'inquietante presenza della morte che riappare in continuazione: sebbene mai mostrata, la tragica fine di Treadwell e compagna riaffiora costantemente nei racconti truculenti di chi ha ritrovato i corpi sbranati, e ancor più nella testimonianza audio che saggiamente Herzog tiene nascosta sia agli amici che agli spettatori, sobbarcandosi lui stesso il peso di un ascolto straziante. Così che il film si amplia in una riflessione sui limiti umani e del cinema, sulla visione e la rappresentazione, con il fascino e l'inquietudine che solo le grandi opere sanno avere.




 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[04-12-2006]

 
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