
"Noi non abbiamo paura", ha urlato Francesco di Scienze politiche dalla cattedra piazzata in cima alla scalinata di Lettere perché i tremila studenti, accorsi per l´assemblea alla Sapienza. "Noi non abbiamo paura delle minacce di Berlusconi che vuole mandare la polizia a sgomberare le università occupate" ha ripetuto Francesco Brancaccio - uno dei leader del movimento anti Gelmini, da ieri ribattezzato "Onda anomala".
Insomma le proteste di scuola e università non accennano a diminuire e accendono ogni giorno di più il dibattito politico. La legge 133, sempre lei, è al centro di ogni assemblea e manifestazione studentesca che, da Milano a L’Aquila, da Perugia a Torino, sta andando in scena a ogni livello.
Oggi pomeriggio per le 16 gli studenti marceranno fino al Senato per protestare contro la proposta del premier Berlusconi di intervenire con la polizia nelle università.
A Roma cortei delle scuole medie superiori si sono svolti in due zone diverse della Capitale. Alla Sapienza, intanto, dopo l’occupazione di alcune facoltà, con l’apertura oggi dell’anno accademico è entrata nel vivo dello scontro sulla riforma Gelimini. Questa mattina al dipartimento di Fisica gli studenti hanno chiuso la facoltà con lucchetti e catene.
Nel pomeriggio grande partecipazione all’assemblea tenutasi a Lettere, tanto da doverla trasferire in esterno per l’eccessivo affollamento. L’opposizione dei collettivi studenteschi è ferma e precisa. “I tagli all’Università per fare cosa? Per salvare le banche che hanno messo in crisi migliaia di italiani” dice un ragazzo sulle scalinate dell’Aula Magna. Mentre l’assmblea è in corso, arrivano le parole del presidente del consiglio Berlusconi, che parla di possibile intervento della polizia nelle facoltà occupate. Ai collettivi ha espresso sostegno, invece, il segretario del Pd, Walter Veltroni: "Proteste così ampie e diffuse dovrebbero portare il Governo a ritirare il decreto Gelmini e le misure con i tagli". Gli risponde prontamente il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo cui le proteste di questi giorni sono guidate da "giovani presuntuosi e politicizzati", frutto di una scuola e di una università "autoreferenziali", nate nel clima degli anni Settanta”. In vista della manifestazione nazionale del prevista per il 14 novembre, il muro contro muro sembra solo agli inizi.
[23-10-2008]
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