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Infiltrazioni mafiose in centro

accertamenti su ristoranti e centri commerciali

I tentacoli della malavita si allungano sulla capitale. Sono ormai numerose le inchieste che hanno messo nel mirino ristoranti, alberghi e centri commerciali di Roma, sospettati di essere al centro di riciclaggio di denaro da parte di cosche malavitose.

Le direzioni distrettuali di Roma, Reggio Calabria e ora anche quella di Napoli stanno indagando su possibili infiltrazioni nel tessuto economico romano. Lo scenario che si prospetta è tutt’altro che rassicurante, con una sorta di spartizione territoriale: la n’drangheta strebbe mettendo radici nel centro storico, in particolare sulla ristorazione, la camorra nei centri commerciali e i grandi ipermercati della periferia.

Il meccanismo sarebbe quello delle società fittizie che farebbero capo a prestanome. Il pm Filippo Vitello lo ha indicato da tempo: sono molte le persone nullatenenti che in poco diventerebbero titolari di aziende dai bilanci a sei zeri. Una realtà non nuova, denunciata in passato anche dall’ex senatore del pd, lorenzo diana. Una richiesta di seuqestro preventivo sarebbe stata avviata davanti ai giudici di sorveglianza per il ristorante “la rampa”. In attesa, della discussione, il 20 novembre prossimo, la notizia ha fatto in fretta il giro delle amministrazioni locali, suscitando i commenti della politica. Anche il sindaco alemanno ha parlato ieri di economia cittadina inquinata, di concorrenza al ribasso e di operazione sleale nei confronti dei commercianti puliti. Più diretta l’associazione operatori e economici della capitale: questi signori hanno ormai dopato il mercato romano.

 
TAG: mafie
 

[22-10-2008]

 
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