Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Be Kind Rewind - Gli Acchiappafilm

di Michel Gondry. Con Jack Black, Mos Def, Danny Glover

di Narda Liotine

Dopo essersi involontariamente esposto alle radiazioni della vicina centrale elettrica, Jerry smagnetizza tutte le cassette della videoteca in cui il suo amico Mike lavora come commesso. L’unico modo per non perdere i clienti e salvare l’attività è rigirare i film artigianalmente. Il successo che questa idea strampalata saprà raccogliere sarà inaspettato.

Michel Gondry ha una spiccata tendenza per la creatività, e questa è indubbiamente una verità di pubblico dominio. Il fatto che riesca sempre a pescare nel grande calderone cinematografico internazionale gli attori più adatti ai suoi soggetti, stiamo imparando a capirlo e il caso di Jack Black e del rapper Mos Def ne è una conferma. Dopo il meritato lungo plauso per l’epidermico SE MI LASCI TI CANCELLO, che godeva anche della riconoscibile presenza di Charlie Kaufman, Gondry ha continuato a costruire altre metafore e piccoli mondi, tutti al servizio di inguaribili sognatori.

Come nel recente L’ARTE DEL SOGNO anche qui inserti autobiografici si mescolano nel mondo affabulatore fatto di ciarpame rabberciato ed estro messo in piedi dal regista. Seguendo il flusso incessante dei remake caserecci di classici del cinema come ROBOCOP, GHOSTBUSTER e A SPASSO CON DAISY, capiamo dove Gondry ci sta portando: nel bel mezzo di quel folle luna park che è la sua testa. Il risultato è un nuovo inno all’ingenuità e all’inesperienza che riescono a minare persino la solidità dei personaggi principali sempre in bilico sulla linea della coerenza.

Ma l’approssimazione è un valore irrinunciabile perché si recuperi il gusto per quella immediatezza spontanea di cui la videocassetta sembra diventare icona ispiratrice e feticcio per nostalgici e, accanto alla matta creatività che circonfonde buona parte del film, sa coesistere, senza forzatura alcuna, un finale d’autre foi, speranzoso e amaro ad un tempo. Quello che Gondry sembra voler comunicare attraverso questo film non è esattamente il messaggio che ci saremmo aspettati da un regista di Hollywood e sembra piuttosto una celebrazione del cinema indipendente. Che sia necessario seguire alla lettera il titolo e regredire all’infanzia?

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - gondry - black
 

[29-05-2008]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE