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Biografia di Gianni Alemanno

sin da giovane in politica nell'MSI

D’origine pugliese, nato a Bari il 3 marzo del 1958, figlio di un ufficiale dell'esercito, è registrato alla anagrafe con il nome di Giovanni, è da tutti conosciuto come Gianni Alemanno.

Da sempre in politica come fervente attivista fin da giovane milita nelle organizzazioni giovanili dell’ MSI, il partito di destra guidato da Giorgio Almirante e trasformatosi poi con il tempo e il succedersi dei diversi segretari al partito in Alleanza Nazionale, tutt’ora componente del Pdl guidato da Silvio Berlusconi. Diventando, da ragazzo, segretario provinciale romano del Fronte della gioventù, movimento giovanile missino, Alemanno cresce a “pane e politica” vivendo di persona le ripercussioni che esso ebbe dopo il '68.

Nel 1982,a 24 anni, fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando 8 mesi di carcere a Rebibbia, poi venne prosciolto per non aver commesso il fatto. (Ansa, 15/05/1988)

Nel 1988 diventa Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Resterà in carica fino al 1991, caratterizzando il suo segretariato per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche sociali e antiamericane.

Sin da giovane si trasferisce a Roma, il 28 giugno 1992 sposa Isabella Rauti, figlia di Pino Rauti, storico leader del Msi, spesso in contrapposizione con Gianfranco Fini.

Nel 1994 aderisce ad Alleanza Nazionale diventandone dieci anni più tardi vicepresidente insieme ad Altero Matteoli e Ignazio la Russa. Nel 2004 si laurea in Ingegneria per l’ambiente e il territorio (laurea breve triennale).

Durante il II e III governo Berlusconi ricopre il ruolo di ministro delle politiche agricole e forestali, presentandosi, poi alle amministrative del 2006 come candidato a sindaco di Roma per la Casa delle Libertà. Due anni fa perdeva con una netta differenza percentuale, pari al 37,1%, contro un Walter Veltroni che riconfermava la sua maggioranza in Campidoglio con il 61,4% dei voti dell’elettorato capitolino. Quest’anno ci ha riprovato, con una campagna elettorale segnata da un interventismo linguistico e pratico degno d’attenzione. Dopo il voto dello scorso 13 e 14 aprile dove Alemanno è andato al ballottaggio con un 40,7% di contro il 45,8% di Francesco Rutelli, il ritorno alle urne ha segnato, a sorpresa, la vittoria del candidato per il popolo delle libertà con un netto scarto di voti.

[28-04-2008]

 
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