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L'Onu boccia le politiche sui nomadi

critiche agli sgomberi dei campi abusivi

L’Italia non starebbe dando un buon esempio in materia i diritti umani. A subire discriminazioni razziali sarebbero le comunità nomadi che vivono nel nostro Paese, Rom e Sinti. A sostenerlo è un organo più che autorevole, l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Le ragioni che hanno portano a far parlare dello stivale come di un luogo dove si compiono discriminazioni nell’accesso ai diritto sociali, politici, civili ed economici sono contenute in un rapporto che, nei dettagli, sarà diffuso domani dal Cerd, il comitato internazionale per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale dell’Onu.

Ma le linee essenziali del documento sono già note e a non farci una bella figura sono innanzi tutto i politici italiani accusati di incitare l’odio razziale. Sotto osservazione poi ci sono gli sgomberi dei campi abusivi che quasi sempre vengono effettuati senza garantire alle comunità alcuna alternativa. Il risultato di tali comportamenti, evidente a Roma come nelle altre grandi città, è il continuo trasferimento di un problema che resta però tale. A Milano un caso ha fatto scalpore negli ultimi giorni: lo sgombero del campo della Bovisasca, criticato dalla curia e difeso dalla Lega.

I nomadi in Italia sono uno dei temi su cui puntato le campagne elettorali dei diversi partiti. La sinistra arcobaleno ha candidato Diana Pavlovic, di origine Rom, alla Camera a Milano. La candidata per la Destra alla presidenza del Consiglio Daniela Santanchè, visitando proprio il campo di Bovisasca, ha definito i Rom gente “che andrebbe cacciata a pedate nel sedere”.

 
 

[07-04-2008]

 
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